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La Virtus perde di squadra, Milano vince con Baron e Shields

La Virtus perde il secondo atto della serie contro Milano e non riesce a ribaltare il fattore campo.

Al termine di una gara combattuta, all’interno della quale, complessivamente, la Segafredo offre una pallacanestro migliore, a trionfare e la squadra allenata da coach Ettore Messina, che, grazie ai suoi profili migliori, conquista il 2-0 e fa un grosso passo verso lo scudetto.

Le pagelle 

VIRTUS

BELINELLI 6,5 – la solita prestazione solida da parte del capitano bianconero, soprattutto in fase offensiva. Il numero 3 è il principale artefice dell’ultimo tentativo di rimonta da parte di Bologna, con due triple di pregevole fattura in catch and shoot. 14 punti in venti minuti sul parquet di gioco, la solita grande confidenza con la retina avversaria ed un buon atteggiamento difensivo. 

PAJOLA 5 – svolge un lavoro difensivo migliore rispetto a Gara 1, ma non è ancora così addentro alla serie a livello mentale. Il giovane playmaker italiano gestisce in maniera discreta i possessi, ma non riesce mai ad incidere nella metà campo avversaria e non funge da cambio utile quando Hackett deve riposare.

JAITEH 5,5 – la sua prestazione è ai limiti della sufficienza. 8 punti in venti minuti e 3 rimbalzi per il centro francese, che gioca molto bene nella prima metà di gara, ma si spegne nella seconda. In area vince il confronto contro Hines, trova qualche buona soluzione offensiva in semigancio, si applica nel proprio pitturato, ma non è utile alla causa negli ultimi due quarti.

SHENGELIA 6 – con 17 punti in ventotto minuti è nettamente uno dei migliori dei suoi nel computo totale dei quaranta minuti di gioco. Il suo voto si abbassa in maniera sostanziosa per via di un contropiede fallito e di un ¼ ai liberi nel momento decisivo del match. Il numero 21 è, comunque, uno dei più incisivi della Segafredo in entrambe le metà campo e nelle due fasi di gioco. 

HACKETT 5,5 – l’esperto playmaker si mette in mostra per la gestione dei possessi che passano dalle sue mani e, soprattutto, per il lavoro difensivo svolto in marcatura su Napier. In fase di produzione offensiva, di fatto, non esiste e questo abbassa notevolmente il suo voto. La serie dell’ex CSKA passa dal dispendio fisico, che l’accoppiamento nella metà campo delle vu nere e la gestione della sfera comporta, al netto, peraltro, di un Pajola, che non riesce a fungere da sostituto utile. 

MICKEY 6 – 11 punti, 5/7 dalla media distanza e 3 rimbalzi per l’ex Zenit, prezioso per la sua mobilità contro i lunghi meneghini e per la sua esperienza nel pitturato. Si comporta bene in fase offensiva, si applica nella propria metà campo e questo fa di lui un profilo molto utile alla causa della Segafredo. Deve sfruttare maggiormente la sua capacità di intendersi con gli esterni bianconeri in pick and roll. 

OJELEYE 5,5 – in accoppiamento sui lunghi avversari non sfigura, ma non riesce a dire la sua in fase offensiva. Fatica a sfruttare le sue doti fisiche e atletiche, soprattutto quando prova a prendersi il centro del pitturato di forza. Mostra grand doti tecniche, ma ormai, queste ultime non sono più sconosciute al pubblico italiano. 

TEODOSIC 4,5 – 4 punti in venti minuti sul parquet di gioco, 1/6 da oltre l’arco e 4 assist per il fuoriclasse serbo, oggi il peggiore dei suoi. Non riesce a dare un apporto alla causa, è impreciso al tiro e non perfetto nella gestione dei possessi. Non difende male su Baron, ma, notoriamente, il lavoro nella metà campo difensiva non fa parte del suo bagaglio. 

ABASS 5,5 – gioca solo sette minuti, non riesce a segnare e si applica in difesa. Può essere prezioso per i suoi, nonostante la presenza di Cordinier renda più difficile del previsto un suo importante utilizzo nel corso della serie. 

CORDINIER 7 – la partita del numero 00 è quasi perfetta. Difende con forza e aggressività su Shields, cedendo solamente alle magie in fase offensiva del numero 31 milanese. In fase offensiva riceve molti più palloni rispetto a quanto accaduto nel primo atto della serie e li sfrutta, penetrando con decisione verso canestro, reggendo i contatti e variando le proprie soluzioni con qualche centro da diverse posizioni di campo.   

CAMARA n.e.

MANNION n.e.

SCARIOLO 6 – il suo voto è sufficiente perché il piano gara è corretto, sulla falsa riga di quello ideato per il primo atto della serie. Cordinier, giustamente, viene maggiormente coinvolto in fase offensiva e la difesa rimane ottima nel corso dei quaranta minuti. Il voto si abbassa per via del tempismo discutibile nel chiamare l’ultimo timeout e della scelta di tenere Belinelli in panchina nel momento decisivo della gara.

 

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