Il Bologna, che fin qui ha raccolto 5 punti contro Milan, Juventus, Cagliari e Verona, è ancora da amalgamare. Thiago Motta, che non ha mai avuto la squadra al completo, non è ancora riuscito a dare completamente la sua impronta ai rossoblu. In tal senso, le prossime partite contro Napoli, Monza, Empoli ed Inter diranno molto. Dopo le trasferte di San Siro e dell’U-Power Stadium e i match casalinghi contro la detentrice dello scudetto in carica e l’attuale fanalino di coda del campionato, ci sarà la sosta di ottobre.
Come sottolineato dall’edizione odierna del Resto del Carlino, l’intenzione della dirigenza è quella di stringere i tempi e prolungare il contratto prima della fine della sosta di ottobre, così da mettere in ghiaccio il rinnovo di Thiago Motta prima della partita contro il Frosinone. Il motivo di questa scelta è semplice, andare avanti nei tempi potrebbe creare malumori nell’ambiente e distrarre tecnico e squadra. Al contrario, un rinnovo immediato sarebbe sinonimo di stabilità, garantendo quindi una maggior compattezza del gruppo. Il piano del tecnico e della società prevede un paio di incontri tra le parti, entrambi in programma nelle prossime tre settimane. Si dovrà discutere anche dell’aspetto economico (Thiago Motta guadagna circa 800mila euro netti a stagione al momento) ma ad oggi non sembra un tema centrale. I punti chiave riguardano i programmi tecnici ed economici del club del prossimo biennio. Thiago Motta, che ha ritrovato il sorriso dopo il finale di mercato incandescente, aveva inizialmente dimostrato più di qualche perplessità, temendo che non ci fosse condivisione sui programmi di crescita e costruzione della squadra tra lui e società. Un altro punto importante da discutere riguarda il budget del mercato. Con buona pace dei tifosi, è risaputo che, in caso di offerte congrue per i big, nessuno è incedibile. Non ne sono esenti nemmeno squadre come Milan o Napoli (le vincitrici degli ultimi due scudetti). La differenza sostanziale sta in come si finanzierà il mercato. Se la società deciderà di finanziare la campagna acquisti con un budget extra oltre a quello delle cessioni, programmando un salto di qualità, è un conto. D’altro canto, se il mercato estivo si farà soltanto con i soldi delle cessioni il discorso cambierebbe, creando più di qualche punto interrogativo sulla reale volontà di crescita del Bologna.
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