Questa mattina la Virtus è stata premiata dal Comune di Bologna per il sedicesimo scudetto vinto, con il sindaco Virginio Merola e l’assessore Matteo Lepore che hanno consegnato alla società la Turrita d’Argento. Presenti all’evento il patron Massimo Zanetti, il chairmain Giuseppe Sermasi e una delegazione di giocatori italiani: Marco Belinelli, Alessandro Pajola, Giampaolo Ricci e Amedeo Tessitori. Lo stesso gruppo di atleti bianconeri è stato in seguito ospitato pure dal Presidente della Regione Emilia-Romagna Stefano Bonaccini.
Di seguito alcune dichiarazioni dei protagonisti:
Massimo Zanetti: “Djordjevic è stato un grandissimo allenatore. Dobbiamo solo ringraziarlo per il lavoro che ha fatto. Il nostro progetto va avanti per arrivare ad altre mete; l’Eurolega in primis. Il voto di questa stagione è 10. Più di vincere lo scudetto in Italia cosa puoi fare? In settimana saprete il nome del prossimo allenatore e martedì ci sarà la conferenza stampa di presentazione”.
Alessandro Pajola: “Devo tanto a Djordjevic, soprattutto sull’aspetto mentale. Grazie a lui, posso dire di essere cresciuto sia come giocatore, che come uomo. Questa città mi ha accolto come un figlio, mi sento quasi bolognese. Mi trovo benissimo qui“.
Giampaolo Ricci: “Il prossimo obiettivo è rivincere lo scudetto. L’aspetto più bello di questa vittoria è l’affetto dei miei cari e dei tifosi. Vorrei continuare con la Virtus, ma non dipende soltanto da me”.
Marco Belinelli: “Da bolognese vincere lo scudetto è un’emozione unica. La rinuncia alla Nazionale è stata dolorosa. L’Italia non è una porta chiusa. Teodosic? Questa coppia non si deve dividere. Milos è un grande campione e un caro amico, spero che possa rimanere sotto le Due Torri”.
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