Bologna, Di Vaio: "Ecco quando dovrebbe rientrare Ravaglia. Vi dico qual è la nostra forza e cosa ha di speciale Italiano" Bologna Sport News (Photo by Alessandro Sabattini/Getty Images Via OneFootball)
Le parole del direttore sportivo rossoblù Marco Di Vaio sull’inizio di campionato, la forza del gruppo e Vincenzo Italiano
La crescita del Bologna negli ultimi anni è stata sensazionale in ogni suo aspetto. In primis sul piano dei risultati: una qualificazione in Champions e una Coppa Italia, ma la sensazione è che i rossoblù siano solamente all’inizio. Nonostante il lavoro da fare sia sempre tanto, c’è sicuramente fiducia per auspicare un futuro roseo.
Ha provato a fare il punto della situazione anche Marco Di Vaio, direttore sportivo degli emiliani, intervenuto ai microfoni di Sky Sport. Andiamo a riportare di seguito le sue parole.
Il direttore sportivo esordisce parlando dell’ottimo inizio di campionato e della forza del gruppo: “La nostra forza è stata che il gruppo ha iniziato a pensare al noi e non più all’io. Tutto è iniziato con Thiago Motta, da lì il percorso ha portato a grandi risultati, con tutti a disposizione degli altri. Domenica i festeggiamenti, come quello di Dominguez che non stava giocando, sono stati importanti e questo fa capire quanto il gruppo vada tutto dalla stessa parte”.
Sull’esordio da sogno di Pessina e il rientro di Ravaglia: “Federico dovrebbe rientrare a Udine. Quando ho visto Massimo entrare mi sono venuti i brividi e ho ripensato al mio esordio. Lo stadio si è stretto intorno a lui, che a 17 anni ha fatto il suo debutto, poi ci hanno pensato i compagni a metterlo a proprio agio da subito coinvolgendolo anche con passaggi all’indietro. È un bravissimo ragazzo, molto umile che lavora molto bene, con serietà, tutti i giorni. Ha un carattere molto forte e sapevamo che avrebbe fatto bene. Siamo stati molto contenti, è stato un momento importante per il nostro settore giovanile e per il Bologna in generale”
Di Vaio poi sposta il proprio focus su Vincenzo Italiano, svelando cosa abbia di speciale: “Il mister ha studiato molto, si è formato anno dopo anno e ogni anno ha alzato il livello adattandosi e vincendo tanti campionati. Crede nelle rotazioni, fa giocare tutti e così tutti si sentono importanti. Da ex calciatore so quanto sia importante, questo è il massimo per far rendere tutti al meglio. Questa è una virtù sua e del suo staff. In un periodo molto stressante, come l’ultimo nel quale abbiamo giocato otto partite ravvicinate, questa cosa è importantissima. Ci mette del suo e la squadra ha la sua impronta, giocando con tanto coraggio”
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