Borghi: "Bologna in crisi totale. Il problema maggiore è..." (Photo by Valerio Pennicino/Getty Images for Lega Serie A via OneFootball) - Bologna Sport News
Il Bologna sta affrontando un periodo nero, solo una vittoria nelle ultime 11 giornate e ormai la posizione in classifica sembra aver chiuso le speranze per l’Europa.
La sconfitta per 3-0 contro il Milan è solo l’ennesima prestazione scadente dell’ultimo periodo. Un periodo disastroso che va avanti ormai da più di due mesi, e le speranze di rivedere il Bologna dell’anno scorso stanno sparendo.
Il noto giornalista Stefano Borghi ha commentato la situazione del Bologna dopo l’ultimo match giocato contro i rossoneri.
Stefano Borghi ha cominciato la sua lunga disamina analizzando il periodo nero del Bologna:
Il Bologna sta attraversando un momento decisamente complicato che, ormai, sembra aver assunto i contorni di una vera e propria crisi d’identità stagionale. Rispetto alla squadra straordinaria ammirata l’anno scorso, quella attuale appare sgonfia e priva di quella ferocia agonistica che la rendeva unica, scivolando nuovamente in quegli errori e in quelle fragilità che avevano caratterizzato l’inizio di questo campionato.
Sebbene le difficoltà realizzative degli attaccanti e il calo di rendimento di Orsolini siano evidenti, la scarsa vena offensiva rappresenta solo la punta dell’iceberg. Ndoye, infatti, era il collante fondamentale capace di trasformare il gioco in occasioni pulite, e senza la sua capacità di raccordare i reparti, l’intera manovra appare oggi molto più farraginosa.
Ha poi proseguito determinando quale fosse il problema principale del Bologna, la difesa:
Il problema più profondo, risiede in una difesa che sembra aver smarrito la bussola, collezionando errori individuali e di posizionamento imbarazzanti, come visto recentemente contro il Milan e nelle letture rivedibili di giocatori come Zortea e Miranda. La partenza di un profilo fisico come Holm, sostituito dal più tecnico ma meno strutturato Joao Mario, ha tolto peso al reparto, che senza la guida di Lucumì e la leadership che fu di Beukema fatica a trovare stabilità.
Questa fragilità difensiva è però lo specchio di un centrocampo che ha perso i suoi equilibri: Freuler appare spesso isolato e meno intenso, mentre Ferguson, nel post-infortunio, fatica a calarsi nel ruolo di secondo mediano, rendendo molto meglio quando può agire da trequartista puro per invadere l’area.
Infine ha concluso consigliando ad Italiano di spingere sull’ Europa League:
È chiaro che il Bologna non riesce più a sviluppare le sue idee classiche e, per questo motivo, Vincenzo Italiano deve avere il coraggio di apportare un cambiamento tattico o trovare una scossa creativa che restituisca senso alla manovra.
Se in campionato la classifica piange, con la squadra scivolata a metà graduatoria, l’Europa League rimane una grande occasione per riscattarsi, sfruttando la propensione del tecnico per le coppe e la capacità del gruppo di accendersi nei grandi palcoscenici.
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