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Serie A

Roma, mercato e nervi scoperti: quando Gasperini e Massara parlano lingue diverse

Roma, a Trigoria nervi tesi tra il tecnico Gasperini ed il ds Massara: il mercato è la causa scatenante, cosa sta accadendo in casa giallorossa

Quanto pesa davvero il mercato invernale, quando una stagione entra nella sua fase più delicata? A Trigoria è una domanda che rimbalza da settimane, perché dietro acquisti, nomi saltati e soluzioni d’emergenza si nasconde qualcosa di più profondo. Non è solo una questione di giocatori arrivati o mancati, ma di visione, tempi e aspettative. La Roma ha scelto una linea, Gian Piero Gasperini ne avrebbe voluta un’altra. Ed è lì, in quello spazio sottile, che si sono insinuati i primi veri dissidi interni.

Un mercato che divide

Da Robinio Vaz a Malen, passando per Zaragoza e Venturino: il mercato invernale giallorosso è stato un mix di talento e prospettiva, ma non sempre in linea con le richieste dell’allenatore. Gasperini chiedeva profili più pronti, giocatori abituati a reggere la pressione di una corsa Champions. Aveva fatto nomi chiari: Raspadori come alternativa offensiva affidabile, Zirkzee come riferimento centrale. In risposta sono arrivati Zaragoza e Robinio Vaz, scommesse interessanti ma lontane dall’idea di immediatezza che Gasp aveva in mente.

Le perplessità non si sono fermate lì. Sulla corsia sinistra l’allenatore avrebbe preferito Fortini, anche per rimandare indietro un Tsimikas mai realmente entrato nelle rotazioni. Con Angeliño fuori, Gasperini si è trovato ad adattare Wesley da una parte e Celik dall’altra, soluzioni tampone più che scelte strutturali. L’unico nome capace di mettere tutti d’accordo è stato quello di Donyell Malen, l’acquisto che ha davvero strappato un sorriso all’allenatore e che rappresenta l’eccezione in un mercato vissuto più come compromesso che come slancio.

Gasperini, Massara e i paletti del club

Gasperini, Massara e i paletti del club (Ansa Foto) – BolognaSportnews

Qui nasce il nodo centrale. Da una parte c’è Gasperini, che sente l’urgenza di accelerare per restare agganciato al treno Champions, soprattutto dopo il sorpasso della Juventus e la crescita sorprendente del Como di Fabregas. Dall’altra c’è la dirigenza, con Ricky Massara costretto a muoversi entro i confini tracciati dai Friedkin. Il tema è sempre lo stesso: bilancio e sostenibilità. La Roma non può permettersi colpi fuori portata, nemmeno a gennaio.

Il risultato è una tensione latente, mai esplosa pubblicamente ma percepibile. Gasperini vuole i “suoi” giocatori, quelli che conoscono certi meccanismi e certe pressioni. Massara deve far quadrare i conti. In mezzo, come spesso accade a Trigoria, c’è Claudio Ranieri, chiamato a fare da equilibratore, a tenere la barra dritta in un momento in cui basta poco per perdere la rotta. Nessuno scontro frontale, ma divergenze evidenti su priorità e tempistiche.

Il messaggio di Gasp e una domanda aperta

Il segnale più forte è arrivato dopo la sconfitta contro l’Udinese. In conferenza stampa, Gasperini non ha usato giri di parole: “Lavoro con quello che mi viene dato. Questa sarà la squadra fino in fondo”. Poi l’affondo: “Non pensavo che a dicembre ci sarebbero state tutte queste difficoltà nel trovare giocatori”. Un riconoscimento a Malen e Zaragoza, ma anche una frase destinata a far rumore: “Alleno quasi un’Under 23? Però mettetevi d’accordo”.

Parole che raccontano un disagio, più che una polemica. La Roma oscilla tra l’ambizione dichiarata e una linea giovane che guarda al futuro. Due visioni che possono convivere solo se c’è chiarezza. La sensazione è che i prossimi mesi diranno molto non solo sul piazzamento finale, ma anche sull’equilibrio interno del progetto giallorosso. Perché la vera partita, forse, non si gioca solo sul campo.

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