Fantacalcio, nuova rivoluzione in vista per tutti: c'entra anche la Serie A (Ansa Foto) - BolognaSportnews
La Serie A si compra il Fantacalcio: mossa geniale o azzardo da 18 milioni? Nuova rivoluzione ed annuncio che spiazza tutti i fan del gioco
Tre milioni di utenti. Nove milioni di utili nell’ultimo anno. E una domanda che rimbalza tra dirigenti e tifosi: il calcio italiano ha appena fatto un colpo da maestro o si è infilato in una scommessa rischiosa?
L’Assemblea della Lega Serie A, riunita nella sede di via Rosellini a Milano, ha approvato l’acquisizione del 51% di Fantacalcio.it. Una decisione che segna un passaggio storico: il nostro massimo campionato entra direttamente nel mondo del fantasy game più popolare d’Italia, trasformando una passione da bar sport in un investimento strategico.
La delibera è passata con 15 voti favorevoli, 3 contrari e 2 astenuti. Hanno detto no Como, Fiorentina e Napoli, mentre Cremonese e Roma si sono astenute. Il motivo? La cifra. Per assicurarsi la maggioranza della società che gestisce il Fantacalcio, la Lega stanzierà 18 milioni di euro, attraverso un prestito che verrà ripagato con gli utili generati dall’attività stessa.
Secondo quanto emerso e riportato anche da Calcio e Finanza, la realtà acquisita conta circa 3 milioni di iscritti e ha prodotto fino a 9 milioni di euro di utili nell’ultimo anno. Numeri che, da soli, spiegano perché la maggioranza dei club abbia ritenuto l’operazione sostenibile. Ma non tutti sono convinti che il prezzo sia proporzionato.
Nella nota ufficiale, la Lega Serie A ha sottolineato l’intenzione di rendere il prodotto “sempre più appetibile”, arricchendolo con immagini ufficiali e sviluppandolo anche all’estero. Un passaggio chiave: non si tratta solo di comprare una piattaforma, ma di integrarla nell’ecosistema del campionato.
Chi segue da anni l’evoluzione del calcio sa che il vero terreno di gioco, oggi, è quello digitale. Il Fantacalcio non è più solo un passatempo tra amici: è uno strumento di fidelizzazione potentissimo. Tiene milioni di tifosi incollati alle partite anche quando la propria squadra non gioca. Amplifica l’interesse, moltiplica l’attenzione, genera dati e valore.
Da osservatore del settore, questa mossa appare coerente con una strategia più ampia: controllare la filiera dell’intrattenimento legato alla Serie A. Se il progetto funzionerà, la Lega potrà integrare contenuti ufficiali, clip, highlights e nuove funzionalità, aumentando ricavi e visibilità internazionale.
Resta però un interrogativo legittimo: il calcio italiano, spesso criticato per lentezza e divisioni interne, saprà gestire un asset così dinamico? L’investimento ha senso sulla carta, ma serviranno competenze digitali e visione a lungo termine.
Intanto una cosa è certa: la Serie A ha deciso di entrare in campo anche il lunedì sera, quando si contano i bonus e si maledicono le insufficienze. E forse, proprio lì, si gioca una parte del suo futuro. Perché oggi il tifoso non si limita a guardare la partita: vuole partecipare. E la Lega ha scelto di sedersi al tavolo, non di restare a guardare.
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