Napoli all’attacco: De Laurentiis prepara la rivoluzione contro il sistema Var (Ansa Foto) - Bolognasportnews
Il Napoli va all’attacco dopo quanto accaduto con l’Atalanta: ora interviene De Laurentiis che è pronto a rivoluzionare tutto con tre proposte clamorose
Quanto può pesare un fischio? A volte vale tre punti. Altre volte accende una miccia destinata a bruciare per settimane. A Napoli, dopo la sfida con l’Atalanta, non si parla solo di una sconfitta. Si parla di sistema, di regole, di protocollo. E soprattutto di cambiamento.
Aurelio De Laurentiis non ha digerito quanto accaduto e non ha intenzione di limitarsi alle proteste di rito. Gli episodi contestati contro l’Atalanta – ritenuti corretti dall’AIA e dal designatore Rocchi – hanno scatenato la furia del club. Il patron azzurro si è già confrontato con i vertici arbitrali e con quelli della FIGC, incluso il presidente Gravina. Ma non si fermerà qui. Il 23 marzo, nella riunione arbitri-club in Lega Serie A, il numero uno del Napoli vuole essere protagonista. E non con parole di circostanza.
La prima proposta è concreta: introdurre il Var a chiamata. Un sistema simile al Football Video Support già utilizzato in Serie C. Due “challenge” a partita per gli allenatori, da spendere chiedendo la revisione al quarto uomo. Se la chiamata è corretta, si mantiene la possibilità di usarla; se infondata, si perde. Un meccanismo che responsabilizza le panchine e, nelle intenzioni, riduce le polemiche.
De Laurentiis starebbe pensando anche a una figura dedicata in panchina, incaricata esclusivamente di gestire la comunicazione con il quarto ufficiale. Una sorta di “analista Var” per evitare che l’allenatore debba occuparsi di tutto. L’idea è semplice: rendere il protocollo Var meno rigido e più accessibile, dando ai club uno strumento attivo. Una piccola rivoluzione culturale, prima ancora che tecnica.
Il secondo punto è più politico: portare gli arbitri sotto l’egida della Lega Serie A, professionalizzandoli e sganciandoli dal controllo diretto federale. Un tema che non riguarda solo il Napoli, ma che trova sponde anche in altri club, come il Milan. Qui la battaglia si fa istituzionale, perché tocca equilibri consolidati tra Lega e FIGC.
Infine, la proposta più radicale: superare i vincoli attuali del protocollo. Oggi il Var interviene solo su episodi chiave – gol, rigori, espulsioni dirette, scambi di persona. De Laurentiis vorrebbe estendere l’accesso a ogni situazione potenzialmente decisiva: doppi gialli, calci d’angolo, falli che precedono un’azione pericolosa. In altre parole, togliere le “catene” al sistema di revisione e consentire correzioni più ampie.
È una visione che divide. C’è chi teme partite spezzettate e tempi dilatati, chi invece vede la possibilità di ridurre errori e polemiche. Da cronista che ha visto nascere il Var tra scetticismi e promesse, la sensazione è che il problema non sia lo strumento, ma il suo utilizzo. Uniformità e trasparenza restano le parole chiave.
Il 23 marzo potrebbe essere una data spartiacque. De Laurentiis si presenterà con idee chiare e la volontà di cambiare le regole del gioco, letteralmente. Resta da capire quanti saranno pronti a seguirlo. Perché una cosa è certa: quando il presidente del Napoli decide di alzare il volume, difficilmente lo fa per restare inascoltato.
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