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Serie A

Inter, i conti non tornano: Bodo fatale, la dirigenza pronta ai grandi tagli

L’eliminazione in Champions League da parte dell’Inter è un duro colpo anche per il bilancio: c’è un buco da colmare e la dirigenza è pronta a tagli e rivoluzioni

Quanto può pesare una notte europea sul futuro di un club? A volte più di un’intera stagione. Perché certe eliminazioni non lasciano solo amarezza sportiva, ma aprono crepe nei numeri, nei piani, nelle strategie. E quando si parla di bilancio Inter, i numeri contano eccome.

L’uscita ai playoff di Champions contro il Bodo/Glimt non è solo un inciampo sul campo. È un colpo diretto al business plan 2026/2027. In Viale della Liberazione lo sapevano già: il risultato record chiuso al 30 giugno 2025 – +35 milioni, con un fatturato mai visto prima in epoca moderna (567 milioni) – era difficilmente replicabile. Ma il flop europeo accelera tutto. E costringe a rivedere i conti.

Champions, numeri e il buco da colmare

I dati parlano chiaro. Nel bilancio chiuso al 30 giugno 2025, circa il 30% dei ricavi era legato ai premi UEFA della Champions (137 milioni fino alla finale persa col PSG) e ai 31,4 milioni garantiti dalla FIFA per il Mondiale per Club. Senza quel doppio traino, il margine si assottiglia.

Già l’assenza del Mondiale per Club in questa stagione aveva creato un -31 milioni previsto e in parte compensato grazie all’aumento degli introiti da stadio e al rifinanziamento del bond, passato da 30 a 15 milioni annui. Ma l’eliminazione europea cambia le proporzioni.

Rispetto ai 137 milioni della scorsa Champions, l’Inter quest’anno si fermerà attorno ai 72 milioni. Tradotto: circa 65 milioni in meno di premi, a cui si aggiungono quasi 30 milioni di incassi da botteghino per le gare che non si giocheranno dagli ottavi in poi. È vero che nel business plan l’obiettivo minimo era arrivare agli ottavi, e quindi il “danno tecnico” è stimabile in circa 20 milioni. Ma l’effetto psicologico e strategico va oltre la cifra secca.

Beppe Marotta, prima della sfida col Bodo/Glimt, aveva rassicurato tutti: “Se dovessimo mancare questo appuntamento, rimedieremo in corsa”. Parole che suonano pragmatiche. Ma rimediare significa intervenire.

Player trading e possibili cessioni: chi rischia?

Player trading e possibili cessioni: chi rischia? (Ansa Foto) – BolognaSportnews

La voce destinata a crescere è quella del player trading Inter. Nella stagione 2024/2025 era rimasta contenuta (21,5 milioni), ma ora diventa centrale. Per riequilibrare il bilancio nerazzurro, serviranno plusvalenze. E qui si apre il capitolo più delicato: le cessioni.

Una prima boccata d’ossigeno potrebbe arrivare dalla fine dei contratti di Sommer, De Vrij, Acerbi, Darmian e Mkhitaryan. Ingaggi pesanti che libererebbero spazio alla voce “costo squadra”, con ammortamenti ormai prossimi allo zero. Ma non basterà.

Per sistemare tutto in un colpo solo, basterebbe la cessione di un big a cifre importanti. I nomi che circolano sono quelli di Hakan Calhanoglu e Marcus Thuram, già al centro di voci di mercato. Ma attenzione anche alle sirene per Alessandro Bastoni e Nicolò Barella, finora considerati intoccabili. L’alternativa? Più operazioni “medie”, con Denzel Dumfries e Davide Frattesi in cima alla lista dei possibili sacrificabili.

Si profila una mini-rivoluzione? Forse sì. Oaktree spinge da tempo per un ringiovanimento della rosa. E il flop europeo, paradossalmente, potrebbe diventare l’occasione per accelerare un ricambio generazionale.

Resta una domanda che aleggia tra i tifosi: meglio un sacrificio pesante per sistemare i conti o una serie di addii mirati per rifondare senza traumi? L’Inter si gioca ancora lo Scudetto, e quello potrebbe cambiare l’umore. Ma i numeri, quelli, non aspettano. E l’estate si annuncia tutt’altro che tranquilla.

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