Italia ripescata al mondiale: la decisione di Infantino, colpo di scena pazzesco (Ansa Foto) - BolognaSportnews
Il ripescaggio dell’Italia al Mondiale 2026 in Canada, Stati Uniti e Messico fa gioire i tifosi: la decisione di Infantino, ecco cosa sta accadendo
È davvero finita così? Novanta più 30 di supplementari minuti, una sconfitta ai rigori, e un sogno che si spegne. O almeno, è quello che abbiamo pensato tutti al fischio finale. Perché nel calcio, soprattutto quando si parla di competizioni internazionali, le certezze durano sempre meno.
A volte basta una notizia, un dettaglio, una possibilità che emerge quasi in sordina per cambiare completamente la prospettiva. Ed è proprio quello che sta succedendo nelle ultime ore, mentre l’amarezza lascia spazio a una domanda inattesa.
Si parla, con sempre maggiore insistenza, di un possibile ripescaggio dell’Italia per il Mondiale 2026. Uno scenario che fino a poche ore fa sembrava impensabile, ma che trova una base concreta nel regolamento FIFA. Tutto ruota attorno all’articolo 6.7, che lascia ampia discrezionalità all’organismo internazionale nel caso in cui una squadra qualificata venga esclusa o decida di ritirarsi. In questo caso specifico, l’attenzione è puntata sulla situazione dell’Iran.
Se dovesse concretizzarsi un forfait, la FIFA avrebbe la possibilità di scegliere come intervenire. Non esiste un percorso obbligato: si potrebbe optare per una sostituzione interna alla stessa confederazione oppure aprire a soluzioni alternative. Ed è qui che entra in gioco il ranking. In assenza di una scelta “geografica”, verrebbe presa in considerazione la nazionale meglio posizionata tra quelle escluse. E tra queste, l’Italia occupa una posizione tutt’altro che secondaria.
Attualmente tredicesima nel ranking mondiale, l’Italia si trova in una situazione particolare: le dodici nazionali davanti sono già qualificate. Questo significa che, in caso di scelta basata sulla classifica, gli azzurri diventerebbero una candidatura credibile.
Attenzione però: parlare di certezza sarebbe fuorviante. Si tratta di uno scenario possibile, non di una decisione già presa. La FIFA, come detto, ha piena libertà e potrebbe anche scegliere soluzioni diverse, come promuovere un’altra nazionale asiatica.
Eppure, il solo fatto che questa ipotesi esista cambia qualcosa. Trasforma una delusione totale in una speranza sottile, difficile da ignorare. Un po’ come quando una partita sembra persa e poi, all’improvviso, succede qualcosa che rimette tutto in discussione.
Forse è presto per parlare di ritorni clamorosi. Ma nel calcio, si sa, le storie non finiscono sempre quando sembra. E allora viene spontaneo chiedersi: se davvero si aprisse quella porta, l’Italia sarebbe pronta a rientrare dalla finestra?
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