Bologna: la difesa è da rifondare. E se in estate dovesse partire Lucumí...Bologna Sport News (Foto di Alessandro Sabattini/Getty Images Via OneFootball)
Le evidenti lacune difensive spingono a fare delle valutazioni sull’intero reparto, soprattutto se dovesse partire il colombiano
Un gran primo tempo e un Jonathan Rowe in grande spolvero non bastano al Bologna di Vincenzo Italiano per superare l’Aston Villa e indirizzare la qualificazione sui binari favorevoli. I troppi errori e l’inesperienza nel giocare partite di questo livello portano a galla il divario tecnico tra le due squadre.
La sconfitta di ieri, figlia anche di alcuni errori grossolani, spinge però a fare delle valutazioni sul reparto difensivo dei rossoblù in chiave futura.
Non è stata la prima volta e dispiace dirlo probabilmente non sarà neanche l’ultima in cui si vedranno errori di questo genere. Gli addii di Calafiori e Beukema negli ultimi anni hanno giocoforza indebolito un reparto, che in estate rischia di perdere anche uno dei suoi migliori difensori delle ultime stagioni: Jhon Lucumí.
L’importanza del colombiano non la scopriamo certo oggi: con il numero 26 in campo il reparto risulta meno fragile e più compatto. Ciononostante vanno comunque fatte delle valutazioni generali, non escludendo una rifondazione. In estate sono arrivati Heggem e Vitík, ma entrambi non sono riusciti a dare il contributo che ci si aspettava: prestazioni troppo altalenanti, con errori macroscopici in evidenza. Casale non ha dato le giuste garanzie e il futuro di Lucumí (il migliore per distacco) è ancora un rebus.
Anche tra i pali la situazione non è troppo differente: i tanti problemi fisici e l’età avanzata di Skorupski potrebbero rendere necessario anche un passaggio di consegne in porta. Tuttavia Ravaglia non ha sempre saputo farsi trovare pronto, mentre Pessina è ancora acerbo.
Viste le poche certezze in difesa, il rinnovo di Lucumí sarebbe una manna dal cielo. Ma come più volte ripetuto il calciomercato è imprevedibile e di doman non c’è certezza, citando Lorenzo de’ Medici. Non appare dunque utopico ritenere necessaria una rifondazione dell’intero reparto, inserendo giocatori più pronti a calcare determinati palcoscenici, innalzando nuovamente il livello di una zona di campo che nell’ultima stagione è stata il tallone d’Achille della formazione di Vincenzo Italiano.
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