Rivoluzione Milan, Allegri saluta ma non è il solo: la posizione di Ibrahimovic (Ansa Foto) - BolognaSportnews
A fine stagione potrebbe esserci una rivoluzione in casa Milan: Max Allegri può salutare e c’è già il nome del sostituto, la posizione di Ibrahimovic
Certe volte basta osservare i volti a fine partita per capire che qualcosa sta cambiando davvero. Nel Milan di queste settimane si respira una sensazione particolare, difficile da spiegare ma impossibile da ignorare. Da una parte c’è il campo, con la corsa alla prossima Champions League ancora apertissima. Dall’altra, però, si muove una partita forse ancora più importante: quella che riguarda il futuro del club.
A Casa Milan, infatti, le riflessioni sono iniziate già da tempo. E stavolta il protagonista assoluto potrebbe essere Gerry Cardinale. Per la prima volta da quando RedBird ha acquisito il club, il numero uno americano avrà margine totale per costruire il suo progetto senza il peso diretto di Elliott.
Il rifinanziamento del Vendor Loan cambia gli equilibri interni e apre a una possibile rivoluzione societaria che coinvolgerebbe dirigenza, area tecnica e panchina. Il momento è delicato. Perché il Milan non può permettersi un’altra stagione interlocutoria.
La sensazione, anche parlando con chi vive quotidianamente l’ambiente rossonero, è che serva una scossa forte, una scelta chiara di identità. E proprio per questo motivo stanno prendendo forma tre scenari differenti, tutti con una caratteristica comune: il possibile addio di Igli Tare e una nuova struttura tecnica pronta a nascere.
Il primo scenario immaginato da RedBird è quello di una rivoluzione più “soft”. In questo caso Giorgio Furlani resterebbe centrale nel ruolo di amministratore delegato, con l’inserimento di un nuovo direttore sportivo come Tony D’Amico, profilo apprezzato per il lavoro svolto all’Atalanta.
In panchina, invece, potrebbe arrivare un allenatore emergente ma già pronto per il salto definitivo, come Vincenzo Italiano. Ma attenzione anche alla posizione di Zlatan Ibrahimovic. Lo svedese, sempre più presente nelle dinamiche interne del club, vorrebbe avere maggiore peso decisionale.
Secondo quanto riportato da Sky Sport, Ibrahimovic starebbe lavorando insieme a Geoffrey Moncada per costruire un nuovo assetto tecnico. Tra i nomi valutati c’è anche quello di Fabio Paratici, dirigente che Zlatan stima da tempo e che potrebbe diventare il punto di riferimento dell’area sportiva rossonera.
C’è poi il terzo scenario, quello che più di tutti avrebbe il sapore di una svolta profonda. Qui entrano in gioco nomi che evocano immediatamente ricordi fortissimi per il popolo milanista. Uno su tutti: Adriano Galliani.
L’ex dirigente storico del Milan potrebbe tornare con un ruolo di supporto accanto al presidente Paolo Scaroni, riportando esperienza e conoscenza dell’ambiente in una società che negli ultimi anni è sembrata spesso distante dalla propria tradizione.
E poi c’è la questione allenatore. Perché in questo scenario prenderebbe quota anche la permanenza di Massimiliano Allegri, scelta che dividerebbe inevitabilmente i tifosi ma che garantirebbe esperienza internazionale e gestione delle pressioni.
Per il ruolo di direttore sportivo si valutano invece profili come Matteo Tognozzi o Giovanni Rossi, figure considerate moderne ma già abituate a lavorare in contesti competitivi. Il punto vero, però, è un altro: quale identità vuole avere il Milan nei prossimi anni?
Un club orientato ai conti e alla sostenibilità oppure una società pronta a investire per tornare stabilmente tra le grandi d’Europa? Le prossime settimane diranno molto più del semplice nome del prossimo allenatore. Diranno quale direzione prenderà davvero il futuro rossonero.
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