Bologna, dopo Napoli espugnata anche Bergamo (Ansa Foto) - BolognaSportnews
Italiano mischia di nuovo le carte e con il gioco incarta la squadra di Palladino. Orsolini entra in corso d’opera e realizza il gol partita, il decimo in stagione. L’ala ascolana merita la conferma
Atalanta-Bologna 0-1. Vale a dire seconda vittoria consecutiva – la decima assoluta in trasferta– e terzo risultato utile consecutivo dopo le due sconfitte patite con Juventus e Roma. Questo trend, sminuito dalla mancata qualificazione ai tornei europei, è invece a mio avviso una rivalsa in piena regola per Italiano e i suoi ragazzi, che riescono a consolidare l’ottava posizione con 55 punti con un turno di anticipo rispetto la fine del campionato.
Vincere fuori casa non è mai banale, se poi queste ultime 2 vittorie arrivano su campi pesanti come Napoli e Bergamo – peraltro con prestazioni qualitativamente elevate – allora la risposta è semplice. Senza l’impegno europeo questa squadra può tenere testa alta alle big di vertice. Senza però dimenticare le sconfitte – eccessive – contro formazioni impegnate su altri fronti.
Quindi, quanto visto al “Maradona” non era un caso fine a sé stesso, ma semplicemente la ritrovata energia del gruppo-squadra finalizzata a chiudere al meglio la stagione dopo un periodo in cui lo smarrimento è stato totale.
La conferma contro gli Orobici – seppur di misura – racconta un lavoro straordinario fatto dai rossoblù con una gestione totalitaria della partita sin dal primo minuto. Non è una regola fissa, ma in questo caso la lettura della partita di Italiano & co. è stata perfetta, con il classico 4-3-3, vale a dire più fraseggio in mezzo al campo (con Freuler-Ferguson-Pobega) laddove l’Atalanta solitamente padroneggia con la mediana Zappacosta-Éderson-De Roon-Zalewski.
Le vittorie gemelle di Napoli (14 tiri totali di cui 4 in porta) e Bergamo (15 tiri totali di cui 5 in porta) rispolverano peraltro la vecchia filosofia di Italiano, quella di valorizzare tutto l’organico, operando nei momenti giusti gli avvicendamenti in partita. Giochino fattibile solo con una rosa completa e senza infortuni di sorta.
A Napoli Rowe entra per Bernardeschi e firma il successo con un gol acrobatico; a Bergamo Orsolini rileva Bernardeschi al 69’ e il suo gol al 73’, al volo su imbeccata di Rowe. Due avvicendamenti che raccontano tanto della gestione Italiano. In particolare, sottolineo la rigenerazione dell’ala ascolana arrivata anche quest’anno in doppia cifra.
L’attuale capocannoniere della squadra ha numeri che valgono la riconferma: nella stagione in corso 10 reti in campionato (4 rigori realizzati e 2 sbagliati; 82 tiri totali di cui 31 in porta), 3 in Europa League, 1 in Supercoppa italiana, 1 assist in campionato. Numeri che valgono un rimpianto.
Se Orsolini non si fosse trovato a tu per tu con la sfortuna – 7 fra pali e traverse – e non avesse incontrato quei mesi bui in cui la prestazione latitava, forse il Bologna si sarebbe trovato in ben altra posizione. Non solo, il rendimento di “Orsonaldo” in nove stagioni con il Bologna è di prim’ordine: 309 presenze, 87 reti e 33 assist.
Con il senno di poi non si va da nessuna parte, difatti il ragionamento vale anche per tutti gli altri giocatori alle prese con sfigherie varie che ne hanno condizionato il rendimento: cito alcuni su tutti Immobile, Dallinga, Cambiaghi, Lucumi, Skorupski a Bernardeschi. Poteva essere ben altra stagione, ma bisogna accettare quanto il campo esprime.
Il rammarico rimane e lo stesso Italiano – che ricordo ha migliorato la posizione in classifica rispetto il finale della scorsa stagione – ricorda come sia stato un “vero peccato non aver tenuto il passo per tutte e tre le competizioni”, anzi 4 se consideriamo la Supercoppa italiana. Rammaricato – chiosa il tecnico siciliano – anche per le critiche ricevute che possono ferire e ledere un rapporto che si era consolidato nel tempo.
Peraltro, la partita a Bergamo ha regalato altri spunti da rimarcare. Il ritorno di Skoruspki tra i pali (sventato il pareggio di Krstovic a tempo scaduto) dimostra che non è ancora il caso di avvicendarlo. In difesa la coppia centrale Heggem-Helland, per la prima volta schierata dal 1’ minuto, ha retto bene l’urto, unica sbavatura nel finale quando si sono persi l’attaccante montenegrino.
Sarebbe stata una beffa mal digeribile per i 500 tifosi felsinei accorsi al New Balance Arena. Krstovic, ricordo, è anche l’autore della doppietta al “Dall’Ara” nella partita di andata, che valse anche il sorpasso della Dea ai danni del Bologna.
L’epilogo del campionato con l’Inter sabato alle 18. Una contesa apparentemente senza motivazioni apparenti dal momento che entrambe le squadre hanno consolidato le rispettive posizioni. Tuttavia, la rivalità fra le due può riservarci sorprese. Negli ultimi due precedenti Inter e Bologna si sono divise le vittorie. All’andata a Milano i nerazzurri vincono 3-1 (in gol Zielinski, L. Martinez, Thuram e Castro).
Poi la rivalsa del Bologna arriva a Riad nella semifinale di Supercoppa Italiana. Dopo l’1-1 nei tempi regolamentari (al vantaggio di Thuram risponde Orsolini su rigore), si va ai rigori. Il portiere bolognese Ravaglia ne para 2 ai nerazzurri e apre la strada alla finale dopo quello decisivo di Immobile. La finale contro il Napoli sarà poi un’altra storia, a senso unico per i partenopei.
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