Juventus, il conto dei 900 milioni: ora il futuro fa davvero paura (Ansa Foto) - BolognaSportnews
La Juventus ed il denaro sperperato: c’è un conto da 900 milioni di euro spesi sul mercato senza alcun costrutto né vittorie
C’è un momento, nel calcio, in cui i numeri smettono di essere semplici statistiche e diventano un peso difficile da ignorare. Per la Juventus, quel momento sembra essere arrivato dopo il crollo contro la Fiorentina. Una sconfitta che non vale soltanto tre punti persi, ma che rischia di spalancare un vuoto molto più profondo: quello lasciato dalla possibile assenza nella prossima Champions League.
Fa impressione guardare oggi la classifica e vedere i bianconeri fuori dalle prime quattro, sorpassati da Milan e Roma e agganciati dal Como. Eppure, fino a pochi mesi fa, il progetto sembrava destinato a riportare il club stabilmente ai vertici europei. Invece, stagione dopo stagione, qualcosa si è inceppato. E adesso il rischio è che il castello costruito negli ultimi sei anni presenti il conto più pesante.
Dal 2020 a oggi, la società torinese ha investito oltre 900 milioni di euro tra mercato e costi tecnici. Una cifra gigantesca, soprattutto se confrontata con i risultati ottenuti sul campo. In questo arco di tempo sono arrivati ben 34 giocatori e si sono alternati cinque allenatori diversi. Un continuo ricominciare che ha impedito alla squadra di trovare davvero un’identità.
Il primo grande segnale arrivò nell’estate dell’operazione Arthur-Pjanic. Poi furono gli anni delle scommesse costose e dei colpi dal rendimento intermittente: Vlahovic, Chiesa, Bremer, fino agli investimenti più recenti su Koopmeiners e Douglas Luiz. Profili importanti, pagati cifre da top club europeo, ma che raramente hanno spostato davvero gli equilibri.
A colpire non è soltanto la quantità di denaro spesa, ma la sensazione di una strategia spesso cambiata in corsa. Prima il ritorno di Allegri, poi il progetto Thiago Motta, quindi Tudor e infine l’arrivo di Spalletti. Ogni allenatore ha chiesto uomini diversi, caratteristiche differenti, idee quasi opposte. Il risultato? Una rosa costosa ma incompleta, piena di giocatori acquistati per sistemi di gioco mai davvero consolidati.
L’eventuale esclusione dalla prossima Champions League 2026/2027 rischia di trasformarsi in un terremoto economico e sportivo. I ricavi UEFA rappresentano ormai una parte fondamentale del bilancio dei grandi club europei e perderli significherebbe ridurre inevitabilmente ambizioni e investimenti.
Ed è qui che emerge il dato più sorprendente. Tra i simboli della Juventus di oggi, il giocatore più brillante è probabilmente Kenan Yildiz, arrivato praticamente a costo zero dal settore giovanile del Bayern Monaco. Un paradosso enorme se confrontato con i milioni spesi per operazioni che non hanno lasciato traccia.
Nel calcio moderno non basta spendere tanto per vincere. Servono visione, continuità e soprattutto la capacità di costruire un progetto riconoscibile. La Juventus, negli ultimi anni, ha spesso dato l’impressione di rincorrere soluzioni immediate senza riuscire davvero a programmare.
Ora resta una domanda che aleggia su Torino e che accompagna ogni tifoso bianconero dopo questa stagione complicata: questa è la fine di un ciclo fallito oppure l’inizio di una nuova rifondazione? Perché dopo quasi un miliardo investito, il tempo degli alibi sembra davvero finito.
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