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Bologna

Italiano sull’addio: “Non sono andato via per il Napoli. Un anno senza Europa ha influito nella mia scelta”

Bologna, le parole di Vincenzo Italiano nell’intervista alla Gazzetta dello Sport sull’addio ai rossoblù e non solo

Vincenzo Italiano a Bologna ha lasciato sicuramente un ricordo indelebile. Due anni in cui l’allenatore ha portato un trofeo che mancava in città da più di cinquant’anni e che soprattutto ha regalato notte indimenticabili a tutta la tifoseria rossoblù.

Bologna, la rivelazione di Italiano sull’addio ai rossoblù

Ai microfoni della Gazzetta dello Sport, l’attuale allenatore del Besiktas ha spiegato i motivi dietro l’addio: “Il Bologna ha fatto di tutto per tenermi. Potevo continuare, ma in alcune storie si va avanti e in altre no. Non avevamo l’impegno europeo, ed essendo abituato a farlo negli ultimi cinque anni, era diventato importante per come sono fatto io. Ed era giusto che un mini ciclo si concludesse”.

Sulle voci di un addio ai rossoblù per sposare il progetto Napoli: “Con De Laurentiis c’è sempre stata stima reciproca, ma si fanno delle scelte e loro hanno preso un grande allenatore. Confermo che non me ne sono andato da Bologna perché ero in parola con il Napoli. E’ stata una decisione presa a prescindere. L’incontro a Roma? Argomento andato in prescrizione”.

Bologna, le parole di Vincenzo Italiano nell’intervista alla Gazzetta dello Sport sull’addio ai rossoblù e non solo. Bologna Sport News (Foto di Alessandro Sabattini/Getty Images Via OneFootball)

Italiano sul no al Milan

Un anno fa poteva essere l’allenatore del Milan: “Al Milan ho detto di no dopo la vittoria in Coppa Italia. Il mio primo trofeo ha creato entusiasmo a Bologna e in me, avevo emozioni che non volevo trascurare e ho cercato di viverle. Quando ho deciso di lasciare quest’anno? Dopo Birmingham. Nella mia testa c’è sempre stato un Bologna europeo e quando ho capito che non l’avremmo più fatto le coppe ho considerato chiuso il miniciclo”.

Sul nuovo Bologna: “Bologna mi è rimasta dentro, a volte chiudo gli occhi e vedo i 30mila dell’Olimpico. I tifosi mi sono rimasti addosso. Tedesco mi ha chiamato? No e condivido. Non l’ho fatto nemmeno io perché rischi di farti dei preconcetti. A lui dico che sta lavorando con un gruppo fantastico. Dovbyk? Sì, ci avevamo fatto un pensiero a gennaio. Per Castro sono contento. Orsolini rinnova? Spero di sì, non vedo un Bologna senza Orso e viceversa”.

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