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Calcio

L’Italia ha il suo nuovo Retegui: Mancini lo sta già seguendo

Italia, alla scoperta dell’attaccante classe 2003 che potrebbe essere una nuova opzione per l’attacco azzurro di Roberto Mancini

Tre anni fa nel marzo del 2023, l’Italia scoprì Retegui. Attaccante allora di 24 anni che dal Tigre divenne il volto del nuovo ciclo azzurro. Il classe 1999 nel giro di due anni arrivò a una media reti molto alta con la Nazionale e anche al titolo di capocannoniere della Serie A con l’Atalanta

Italia, spunta una nuova opzione per l’attacco

Ora spunta un nuovo nome con un passato simile a Retegui: Augustin Modica. Il centravanti del Gimnasia di Mendoza è nato in Liguria ai tempi in cui il padre giocava nel nostro paese. E ha dichiarato di sognare una chiamata da parte degli azzurri.

Di chi si parla? Dell’attuale capocannoniere del campionato argentino, nonché il centravanti del Gimnasia di Mendoza. Il classe 2003 a ESPN Argentina ha rivelato tutto:

“Se sogno la convocazione da parte dell’Italia? Sì, senza dubbio, ovviamente è il sogno di qualsiasi giocatore poter giocare in Nazionale. Ma io sono molto concentrato qui, molto grato ai miei compagni. Sono felice”.

Italia, spunta una nuova opzione per l’attacco. Ansa foto. Bolognasportnews

Il passato di Modica: dalla Liguria all’Argentina

Ma perchè il giocatore può essere un opzione per la Nazionale? Perché ha la doppia cittadinanza, argentina e italiana. E perché ce l’ha? Perché è nato proprio qui da noi, in Italia.

Il padre Pablo ha infatti giocato in Liguria all’inizio degli anni 2000 e anche per questo Agustin è nato a Pietra Ligure, bellissimo comune della provincia di Savona, il 12 gennaio del 2003, mentre papà indossava la maglia dell’Albenga. Dopo due anni arriva il ritorno in patria.

“Nel 2000, dopo che ho smesso di giocare per il Central Cordoba, ci siamo trasferiti in Liguria – ha spiegato Pablo a Ovacion – È una regione bellissima perché ha sia mare che montagna. Ho giocato in quattro o cinque squadre delle serie inferiori. Quando è nato Agustin, giocavo nell’Albenga. Non siamo mai riusciti a tornare, ma conserviamo bei ricordi. Spero che un giorno potremo tornarci con Agustín”.

“Mio padre mi ha mostrato dove vivevamo – ha raccontato Agustin un paio d’anni fa in un’intervista a ESPN Argentina – mi ha spiegato le cose che facevamo. Mi ha raccontato i suoi ricordi”.

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