L'evoluzione tattica di Bernardeschi ha un nodo da sciogliere. Bologna Sport News (Foto di Timothy Rogers/Getty Images Via OneFootball)
Bernardeschi sta vivendo una nuova vita da calciatore, venendo dirottato a centrocampo. L’evoluzione ha però un nodo da sciogliere. Analisi e approfondimento
Un filo rossoblù tiene legati periodi storici differenti, condividendo però la storia di un numero (il 10), passato da Baggio e Signori e oggi indossato da Federico Bernardeschi, il quale sta vivendo una seconda giovinezza sotto i Portici, avendo ritrovato fiducia e centralità in un progetto tecnico.
Dopo una stagione però potrebbe però già trovarsi di fronte a una nuova sfida. Non più soltanto confermarsi, ma reinvertarsi. Come ormai risaputo Tedesco sta cucendo sulle spalle del numero dieci in questo precampionato il ruolo di mezzala: una posizione ibrida tra centrocampo e attacco per poter sfruttare al meglio le sue qualità negli ultimi metri.
Un’evoluzione tattica che ne ha modificato posizione e compiti, ma che porta con sé anche degli interrogativi. Se da un lato le qualità tecniche dell’ex Juventus e Fiorentina in quella zolla di campo possono palesarsi maggiormente, il rovescio della medaglia presenta un aspetto che non può essere ignorato.
La mezzala di centrocampo, in particolar modo nel calcio moderno, richiede una doppia fase intensa e piuttosto estenuante. Se in quella offensiva non vi sono certo dubbi, ma solo conferme, su quella difensiva qualche interrogativo è giusto porlo. Bernardeschi con Italiano ha lavorato molto anche su questo aspetto, ritrovando una condizione atletica esaltante, che gli ha consentito di esprimere totalmente il proprio potenziale. E’ chiaro però come arretrando di qualche metro siano cambiati anche i compiti difensivi. E avendo come stella polare il mantenimento dell’equilibrio, non è scontanto che con l’inserimento del numero 10 lo stesso venga raggiunto.
Un obiettivo che sarà fondamentale ottenere, anche in virtù dell’addio di Freuler, unico vero filtro davanti la difesa. Anche per questo la strada appare piuttosto lunga e tortuosa, ma la sensazione è che dalla buona riuscita di questa rivoluzione passerà il raggiungimento dell’agognato equilibrio e dei risultati del Bologna.
Come spesso accade sarà poi il campo ad esprimere il suo verdetto e a stabilire se questa nuova veste sarà per Bernardeschi una seconda pelle o un abito troppo stretto. Il talento del calciatore non è in discussione: la vera incognita è capire se saprà metterlo al servizio dell’equilibrio di squadra, senza che questo nuovo ruolo finisca per chiedere al fantasista un prezzo troppo alto da pagare.
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