Bologna, Ferguson corre da Tedesco: arriva a Valles e torna subito ad allenarsi. Bologna Sport News (ph.bolognafc.it)
Le dichiarazioni di Lewis Ferguson al Corriere dello Sport sulle sensazioni a pochi giorni dal debutto in Serie A contro la Lazio allo stadio Dall’Ara
Manca esattamente una settimana al debutto in Serie A del Bologna di Tedesco contro la Lazio. I rossoblù sono stati protagonisti di un pre campionato da più ombre che luci e con alcuni ruoli ancora da riempire. A parlare di questi temi ci ha pensato anche Lewis Ferguson, leader dei rossoblù ai microfoni del Corriere dello Sport.
«Abbiamo perso e preso troppi gol. È vero che era un’amichevole ma noi non vogliamo mai perdere. Abbiamo rivisto il video, ne abbiamo parlato tra noi e con il mister. Non è una scusa, non deve esserlo, ma siamo arrivati un po’ stanchi a quella partita, perché il lavoro fatto in quella settimana è stato il più intenso del ritiro».
Sulle sensazioni prima del debutto: «Sì, ho sensazioni positive. Mi piace come Tedesco vuole giocare e come vede il calcio. Abbiamo fatto un po’ di tutto: costruzione, pressione senza il pallone, come creare, se c’è pressione avversaria o no, blocco basso, blocco medio e molto altro».
«In questo momento non ancora. Forse parleremo nelle prossime settimane. Ma penso che anche i dirigenti pensino partita per partita, poi se arriveremo in una certa zona di classifica parleremo di obiettivi. Ora è troppo presto».
Sull’umore dello spogliatoio: «Non parliamo di obiettivi che arrivano tra dieci mesi. Sono troppo lontani. Nel calcio tutto può cambiare velocemente e se pensi troppo in avanti nel tempo non va bene per la testa e per la mentalità. Non dico che vinceremo lo scudetto, né che retrocederemo, ma che pensiamo partita per partita, poi se arriviamo in Europa è perfetto. E secondo me una squadra come il Bologna, così forte, appartiene all’Europa, a quella fascia di squadre».Sul rapporto con Tedesco: «Abbiamo già parlato tanto, ma ha parlato con tutti. Il fatto che sappia tante lingue è importante soprattutto per chi arriva da un’altra parte del mondo. Nel primo incontro abbiamo affrontato il tema del mio ruolo. Mi ha chiesto dove volevo giocare e abbiamo detto che gioco più come numero 8».
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