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Bologna, tenere fuori Bernardeschi un vero e proprio peccato veniale

La rinuncia dall’inizio dell’ex Juve nella sfida persa contro la Lazio al Dall’Ara, è sembrata essere il vero particolare che ha fatto la differenza.

L’esclusione dall’inizio può suscitare motivo di discussione? A posteriori sembrerebbe proprio di si, perchè lasciare fuori Bernardeschi nella sconfitta contro la Lazio al Dall’Ara, potrebbe essere stato uno dei particolari che ha fatto la differenza. Una scelta che Domenico Tedesco ha fatto al suo battesimo ufficiale sulla panchina del Bologna, con l’aggravante di essersi privato del suo numero dieci, dell’elemento forse più importante del gruppo (insieme ad Orsolini), che ha pesato nella prospettiva di iniziare con una vittoria la sua prima esperienza nel campionato italiano.

L’avvicendamento proprio con l’Orso rossoblù, a trenta minuti dalla fine della sfida contro la formazione di Gennaro Gattuso, sembra aver prodotto una vera e propria scossa morale e psicologica ad una squadra che ci teneva ad iniziare bene, con una vittoria e la conquista dei primi tre punti davanti a propri tifosi.

Berna fondamentale ovunque giochi

Un dilemma Bernardeschi mezzala oppure esterno (come tutti ormai siamo abituati a vederlo), che si è trascinato per tutto il ritiro estivo. Un esperimento quello dello spostamento del Berna dalla fascia laterale ad un ruolo più da incursore, che potrebbe tornare utile nel proseguo della stagione. Il presente o passato più recente, descrive la presenza di un numero dieci, a tinte rossoblù bolognesi, che una volta gettato nella mischia da Tedesco ha provato a salvare lui stesso e suoi compagni di squadra da un inizio negativo di campionato, che nessuno osava mai che si avverasse.

Un palo colpito su calcio di punizione che grida vendetta, un destino avverso che si spera possa avere un appuntamento con la buona sorte già a partire dalla prossima partita.La trasferta di Bergamo contro l’Atalanta, ovvero sul luogo del delitto dove gli Italiano boys conquistarono l’ultima vittoria dello scorso campionato. Uno 0-1 di corto muso allegriano, che non servi a tenere vive le speranze di centrare la terza qualificazione europea consecutiva (in Conference League) per una differenza reti peggiore rispetto agli atalantini.

Un Bernardeschi che se prima della sfida contro la Lazio aveva tutto per poter ambire ad una maglia da titolare, la sensazione è che tenerlo ancora una volta fuori, nella sfida contro la formazione di Maurizio Sarri, potrebbe suonare in una vera e propria eresia. Si tratterebbe (eventualmente) di un autogol in piena regola che Domenico Tedesco ovviamente scongiurerà, perchè troppo fatale è stato e lo sarà (eventualmente) tenere fuori il calciatore di maggior classe ed inventiva, che nella sua carriera ha anche stanzionato in palcoscenici importanti come la Juventus (vincendo scudetti e coppe varie) e Nazionale (conquistando anche un Europeo).

Berna fondamentale ovunque giochi. Bologna Sport News (Foto di Giuseppe Cottini/Getty Images Via OneFootball)

Anche quest’anno Baggio e Signori fonte di ispirazione

Berna c’è e ci sarà fino alla fine, con quella maglia numero dieci sulle spalle, pronto a trascinare la squadra verso la conquista di un posto al sole, chiamato Europa. Paradiso terrestre dove il Bologna ha stazionato nelle ultime due stagioni, tra Champions ed Europa League, con Thiago Motta ed Italiano, che quest’anno vedrà (insieme alla Conference) dal divano di casa. Roberto Baggio e Beppe Signori come nella scorsa stagione, anche quest’anno potranno essere due importanti fonti di ispirazione per entrare sempre più nel cuore di un popolo rossoblù e di una città che da tre anni a questa parte si sta gradualmente riabituando a rivedere gli antichi splendori di un tempo.

Anche quest’anno Baggio e Signori fonte di ispirazione  (Ansa Foto) – BolognaSportnews

Per carità, non siamo in presenza di un Bologna che può ritornare ad ambire alla vittoria di uno scudetto, ma  ha riconquistato un trofeo (la Coppa Italia) e si è giocato la possibilità di vincere anche la Supercoppa Italiana, con la finale persa contro il Napoli di Antonio Conte.

Tutto questo potrebbe servire a Domenico Tedesco per completare il suo processo di pieno ambientamento in un ambiente in cui si è ritornati finalmente a respirare aria di grande ambizione. Con sullo sfondo, un Bernardeschi che vuole provare a farsi carico  di buona parte del destino stagionale rossoblù sia in campionato come in Coppa Italia. Mancherà la vetrina continentale d’accordo, ciò non toglie come quella nel territorio nostrano possa essere comunque stimolante per continuare a dare sfoggio alle sue innumerevoli qualità tecniche. 

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