Atalanta-Bologna, Ederson: "Loro hanno giocato bene, ma noi abbiamo tenuto sia fisicamente che mentalmente". Bologna Sport News (Foto di Claudio Villa/Getty Images Via OneFootball)
Al posto della punta inglese arriva Mbangula, in difesa spicca il ritorno di Theate. E in campionato la truppa di Tedesco trova il gioco ma non i punti: le statistiche lo premiano con 29 tiri complessivi di cui 9 in porta in due gare. Due i pali centrati con Bernardeschi e Cambiaghi, fra i migliori dei rossoblù
Si è finalmente concluso l’ennesimo calciomercato organizzato in parte in contemporanea con l’avvio del campionato. Per chi non conoscesse queste dinamiche, può sembrare ordinario giocare due gare nel bel mezzo delle contrattazioni fra club. Così non è.
E, come ormai in ogni sessione, non sono mancate le polemiche e gli affari più o meno discutibili o condizionanti, come quelli in cui sono stati coinvolti giocatori non convocati dai rispettivi allenatori. Si dice sia inopportuno convocare un giocatore quando si trova con la cosiddetta “valigia pronta”, in quanto non sarebbe nelle migliori condizioni mentali per scendere in campo. Aspetto – non secondario – che va al di là della professionalità del professionista.
Dico però che tutto diventa soggettivo. Basta ricordare la recente storia di Lucumi: l’anno scorso il difensore di Santiago de Cali chiese la cessione, furono ricorrenti i “battibecchi” fra procuratore e società, ma il nazionale colombiano se ne è fatto una ragione ed è sceso in campo con regolarità dando tutto quello che poteva.
La questione diventa quindi caratteriale e non tutti sono in grado di superare un improvviso mal di pancia (e i giocatori sono ormai esperti nel marcare visita …) in quanto davanti all’offerta dell’ingaggio “della vita” i sentimenti cambiano bandiera. Inevitabile. Vedasi appunto l’affaire Rowe tra Bologna e Atalanta.
Rowe non è stato convocato per Bergamo (il tecnico non l’ha visto sereno) e il Bologna conosce la seconda sconfitta stagionale, seppur casuale e originata da una conclusione degli Orobici nei secondi finali della gara. Sfortuna innegabile, per la truppa rossoblù, ma di concerto con una mancanza di concentrazione venuta meno nel momento topico della gara in cui l’Atalanta trova spiccioli di energie. Parafrasando il compianto allenatore Boskov non posso non ricordare che la “gara si conclude solo quando arbitro fischia”. Questo è l’unico errore combinato dal nuovo Bologna targato Tedesco.
Sfortuna, dicevo, ma anche vittima il Bologna della nuova norma che ferma per un minuto l’atleta che si infortuna, introdotta dall’IFAB per penalizzare i simulatori. Ebbene, seppur la norma può apparentemente sembrare sensata, ad oggi l’applicazione è stata insensata. Così si danneggia il danneggiato, come nel caso di Ferguson – il migliore dei rossoblù – mancato nell’assetto finale di partita.
A recupero ormai finito (di 4’), il capitano dei rossoblù viene toccato duramente e rimane a terra, l’arbitro concede l’intervento dei sanitari, da regolamento recupera il tempo perduto e costringe il giocatore scozzese a stare fuori dal rettangolo di gioco per un minuto. Una frazione di tempo interminabile e quando Ferguson rientra l’Atalanta è lì in pressing a cercare la via della rete.
E in questo interminabile recupero Samardzic s’inventa il tiro finale che Skorupski non riesce a neutralizzare. Il dramma sportivo diventa beffa. Succede anche ai migliori, ma parte di quel recupero con il capitano fuori dai giochi permette all’avversario di apparecchiare l’arrembaggio finale e scombinare l’equilibrio dell’undici rossoblù.
Della partita di lunedì rimane la certezza: che il gioco di mister Tedesco c’è ed è evidente, direi anche efficace, magari meno avvincente da quello proposto da Italiano. A Bergamo si è visto tanto Bologna (15 tiri complessivi di cui 3 in porta), poca Atalanta (6 tiri complessivi di cui 2 in porta) reduce per onore del vero dagli sforzi in Conferenze League. Ci sta. Non la sconfitta per il Bologna: come dice Tedesco, stava stretto anche il pareggio.
Andiamo oltre. In due gare il Bologna ha lasciato agli avversari – Lazio e Atalanta – solo un tempo, il primo della stagione al “Dall’Ara”: 45’ di chiara marca biancoceleste. Ma non ha maturato punti, nonostante le statistiche offrono lo spunto per affermare come Tedesco sia sulla buona strada.
Ritorno al mercato poiché protagonista in queste ultime ore. Rowe passa in prestito alla Dea con obbligo di acquisizione definitiva al verificarsi di determinate condizioni. Questa l’ufficialità più attesa in giornata che si aggiunge alle altre uscite di rilievo, Castro, Dallinga, Dominguez, Lucumi e Ravaglia.
Tra i principali movimenti in entrata, vediamo anzitutto quelli già utilizzati in questi primi turni, Alhassane, Amondarain, Dovbyk e Piccoli: tra questi solo il nigeriano (ex Real Oviedo) ha offerto una prova convincente a Bergamo. Gli altri devono ancora dimostrare il loro valore a cominciare dall’attaccante ucraino in arrivo dalla Roma. Dovbyk è ancora lontano da una condizione atletica accettabile, per cui la società felsinea ha preferito trattenere il giovane Enem, acquistato a titolo definitivo dalla Stella Rossa.
Il ritorno del belga Theate – prelevato in prestito con opzione per l’acquisizione definitiva dall’Eintracht di Francoforte – può offrire un contributo di qualità, anche se dovrà contendersi la titolarità della maglia con Helland, protagonista in queste prime due partite sia in difesa che in attacco: con la Lazio il giovane norvegese si è reso pericoloso in due circostanze (di testa e di piede) e contro l’Atalanta ha praticamente annullato Scamacca.
L’ex pupillo di Motta alla Juve, l’attaccante belga Mbangula, arriva in prestito in luogo di Rowe: pochi gol nel piede ma nel suo carnet troviamo suggerimenti e assist. Sarà utile alla causa. Il giovane centrocampista Cassa, di formazione atalantina, entra a titolo definitivo ed esce in prestito per rafforzare il Catanzaro.
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