Ravaglia rivela: "Bologna mi manca, sono orgoglioso di aver fatto parte di quel gruppo. Ecco perché sono andato via". Bologna Sport News (Foto di Justin Setterfield/Getty Images Via OneFootball)
Le parole dell’ex portiere del Bologna, ora al Watford, Federico Ravaglia sulle motivazioni che lo hanno spinto ad andare via
Tra i giocatori partiti in estate compare Federico Ravaglia, secondo portiere del Bologna per diverse stagione che ha deciso di rilanciarsi con il Watford, squadra militante in Championship. Sulle motivazioni che lo hanno spinto a salutare i Portici, è intervenuto il diretto interessato ai microfoni del Corriere dello Sport. Andiamo a riportare di seguito quanto dichiarato.
Il portiere esordisce così: “Bologna mi manca ma sono davvero contentissimo di questa scelta. Volevo andare a giocare. E qui lo sto facendo”.
In Inghilterra Ravaglia ha ritrovato anche Calafiori: “Parliamo di quanto sono stati belli quegli anni, di cosa siamo riusciti a fare. È un qualcosa che ci legherà tutta la vita. Il ricordo più bello? L’anno della Champions. E, a livello personale, l’esordio dell’anno dopo. A Lisbona contro lo Sporting. Quello amaro? La finale di Supercoppa. E i quarti di Europa League con l’Aston Villa”.
Poi prosegue parlando della forza della formazione inglese: “Loro erano davvero forti, troppo: hanno vinto la competizione in scioltezza. Poi certo, se all’andata avessimo concluso il primo tempo in vantaggio non avremmo rubato nulla, ma là in ogni caso sarebbe servita un’impresa. Poi è chiaro che essendo io di Bologna quando le cose andavano bene festeggiavo il doppio, mentre quando andavano male sofferenza doppia. Comunque sono orgoglioso di aver fatto parte di quel gruppo: abbiamo scritto una pagina epica della storia rossoblù”.
Successivamente sposta il focus sui motivi dell’addio: “L’estate scorsa semplicemente avevo espresso alla società la mia volontà di giocare maggiormente, a Bologna ho capito che senza Europa ci sarebbe stato meno spazio. Quindi è nata la trattativa col Watford, che si è un po’ allungata per via di una mia piccola infiammazione alla schiena. E qui ci tengo a fare un ringraziamento. Anche più di uno. Grazie a tutto lo staff medico del Bologna e dell’Isokinetic che mi hanno aiutato a risolvere il problema fisico e permesso di arrivare a Watford, se non al cento per cento, almeno in fase di recupero. Sto facendo il titolare, a quasi ventisette anni è quello che cercavo…”
Infine chiosa: “C’è un tempo per ogni cosa. Se avessero detto al Federico di dieci anni fa quello che avrebbe vissuto con i colori rossoblù non c’avrebbe creduto. Eppure è successo. Qualche settimana fa sono passato a Casteldebole a salutare il mondo Bologna, ho ripensato a tutto come un film. Ricordi bellissimi che terrò dentro di me, anche se adesso devo pensare al presente.”
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