Bologna

Da centrocampista incursore a mediano alla Freuler: l’evoluzione di Ferguson cambia il Bologna

L’evoluzione del centrocampista scozzese del Bologna Lewis Ferguson cambia gli scenari. L’approfondimento

Nel calcio, come nella vita, talvolta la maturità passa attraverso la capacità di rinunciare a qualcosa per diventare qualcos’altro. È una metamorfosi che riguarda anche Lewis Ferguson, protagonista di un’evoluzione tattica che ne ha progressivamente ridisegnato i contorni e ampliato le possibilità.

Bologna: l’evoluzione di Ferguson

Ai tempi di Thiago Motta, lo scozzese era soprattutto un incursore, un centrocampista con il gusto dell’inserimento, capace di spezzare le linee avversarie e di affacciarsi con continuità negli ultimi metri. Trequartista ma non fantasista, seppur ugualmente decisivo.

Con l’arrivo di Italiano in panchina lo scozzese ha arretrato il proprio raggio d’azione agendo in una mediana a due per consentire a Odgaard di spaziare sulla trequarti. Una convivenza passata tra alti e bassi, che non hanno consentito a Lewis di esprimere tutto il proprio potenziale, trovandosi nel confine tra una incidenza offensiva e una leadership vista solamente a tratti.

La svolta con Palladino

In estate l’addio di Freuler ha però cambiato le sorti della squadra. Una lacuna inspiegabilmente non colmata sul mercato e che nelle prime settimane ha messo a nudo tutte le fragilità della squadra. Con l’arrivo di Palladino in panchina la musica è cambiata: lo scozzese si è ritrovato ad ereditare, più per necessità che per scelta, il ruolo di Freuler.

Una soluzione che sta avendo sicuramente successo, sfruttando anche il gioco del nuovo allenatore, meno incline al fraseggio, ma più al pressing uomo su uomo per recuperare rapidamente il pallone. Un compito che Ferguson sta ricoprendo a menadito, consentendo al tempo stesso a Pobega di avanzare e inserirsi negli spazi.

Ferguson è così chiamato a vestire panni differenti, facendosi equilibratore, presidio davanti alla difesa e custode delle geometrie della squadra, seppur con letture meno geniali. Non più soltanto l’uomo che accompagna l’azione e si inserisce al momento opportuno, dunque, ma anche quello che ne regola il ritmo, ne governa le distanze e ne impedisce lo smarrimento.

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