Come riportato dall’edizione odierna del Corriere dello Sport, sin da quando si è seduto sulla panchina del Bologna, l’indicazione di Thiago Motta è stata chiara sin dal suo arrivo: per vincere e tenere alta l’asticella durante la stagione servono alternative
I motivi a favore dell’abbondanza nei reparti sono tantissimi. In primis, permettono a Thiago Motta di adottare diverse soluzioni in base all’avversario e al momento della gara, sia dal primo minuto che a partita in corso. Altro motivo, permettono di sopperire ad eventuali infortuni, squalifiche o semplici momenti no di un giocatore. Inoltre, una rosa profonda, permette di affrontare più competizioni, che questa stagione sono soltanto due, ma che nel processo di crescita messo in atto dalla società potrebbero diventare tre nelle stagioni a venire. L’ultimo motivo, non meno importante, riguarda una sana concorrenza all’interno dello spogliatoio. Thiago Motta ha, da sempre, confermato che l’impegno in allenamento spesso significa minuti. Per vincere e tenere alta l’asticella durante la stagione, una costante lotta anche in settimana fa soltanto bene ai giocatori.
Partiamo dalla porta, dove alle spalle dell’intoccabile Skorupski c’è Ravaglia, autore di una buonissima prestazione in Coppa Italia contro l’Hellas, nella sua unica presenza in stagione. Capitolo difesa, contando Calafiori come centrale, troviamo Kristiansen e Lykogiannis a sinistra e Posch, De Silvestri e il baby Corazza a destra. Paradossalmente, in questo avvio di stagione, i due giocatori più solidi sono stati Lykogiannis e, soprattutto, De Silvestri che, complici gli infortuni di Posch e Kristiansen (che aveva iniziato molto bene) si sono ritagliati, e meritati, molto spazio. In mezzo, oltre al sopracitato Calafiori e al lungo degente Souamoro, ci sono Beukema, che ha saltato solo la partita col Sassuolo, Lucumi’ e Bonifazi. Chiunque sia stato chiamato in causa, anche lo stesso Kevin che ha esordito a sorpresa in campionato col Sassuolo, hanno dato ampie garanzie. Avanzando a centrocampo, dove, oltre a Ferguson, Freuler e Aebischer, ci sono tre giocatori con caratteristiche diverse ma con altrettanta qualità e stima di Motta: El Azzouizi, Fabbian e Moro. In attacco sono in quattro per due maglie sugli esterni: Orsolini, Ndoye, Saelemaekers e Karlsson. L’unico vero neo della squadra è proprio il numero 10, che sembra non essersi ancora calato negli schemi e nelle richieste di Motta. Il terminale offensivo Zirkzee, ha dietro di lui Van Hooijdonk, autore di una super stagione l’anno scorso, ma lontano dagli schemi di Motta. Nonostante questo, alla prima da titolare in stagione, l’olandese ha comunque timbrato il cartellino.
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