Parla l’ex tecnico del Bologna, che nel 2015 conquistò la vittoria dei playoff in Serie B, dicendo la sua sugli arrivi di Palladino e dell’ex terzino dell’Inter.
Una vittoria, un pareggio, una sconfitta. Con Raffaele Palladino alla guida, è un Bologna che ha conosciuto il sapore della gioia, della mezza delusione e quella totale. Rossoblù che con l’arrivo dell’ex tecnico di Monza, Atalanta e Fiorentina sembrano essersi rialzati non solo perchè sono riusciti a portare a casa la prima affermazione in campionato. Ma anche per il semplice fatto che sembrano aver mostrato dei segnali di ripresa, se si pensa che tra le sfide contro il Torino e l’Inter gli emiliani avrebbero meritato qualcosa in più. Niente paura, per il semplice fatto che siamo ancora alla settima giornata e perchè il Bologna, rispetto alle precedenti stagioni, sembra avere nel raggiungimento della metà classifica l’obiettivo massimo dopo un’estate in cui hanno salutato Lucumi, Castro, Freuler e Rowe. Delio Rossi, uno che dalle parti di Piazza Maggiore ha lasciato un bellissimo ricordo, se si pensa alla vittoria dei playoff in B nel 2015, prova a vederla con positività. Lui che conosce benissimo anche Matteo Darmian, per averlo allenato a Palermo durante la stagione 2010/11 e disputato insieme una storica finale di Coppa Italia, poi persa contro l’Inter di Leonardo.
Rossi, un Bologna che con l’arrivo di Palladino sembra aver mostrato dei segnali di ripresa.
“Tesi che può starci benissimo, tenendo conto della perfetta conoscenza del campionato italiano, rispetto al suo predecessore. Rispetto a prima ha sicuramente portato un po’ di concretezza in più e i risultati sembrano essersi visti.”
Per le caratteristiche dei calciatori a sua disposizione, vede più un Bologna integralista? Oppure in grado di adattarsi a qualsiasi tipo di sistema di gioco?
“Parto dal presupposto che Palladino ha sempre fatto della difesa a tre la vera base di partenza. Poi è chiaro che ti devi adattare ai calciatori a tua disposizione per farli rendere al massimo delle sue potenzialità.”
Sugli obiettivi stagionali.
Crede che sia giusto parlare di decimo posto come obiettivo massimo da raggiungere già ad ottobre?
“Molto prematuro dirlo, per il semplice fatto che sono passate solamente sette partite, credo quindi che bisogna avere pazienza nel porsi degli obiettivi. Durante l’estate sono partiti giocatori importanti e ne sono arrivati altrettanti che si spera possano essere all’altezza della situazione. Al tempo stesso, mi preme evidenziare che davanti al Bologna vedo almeno 7/8 squadre più attrezzate che possono ambire ad una qualificazione europea.”

Puntare sulla Coppa Italia, sacrificando un po’ il campionato, potrebbe essere una scelta azzeccata?
“Non sono d’accordo, per il semplice fatto che ogni squadra deve puntare su ogni competizione a cui partecipa. Questo è sempre stato il mio pensiero, dovunque abbia allenato.”
Sulla sfida contro il Palermo a dicembre e ricordo personale di Darmian.
A proposito: a dicembre sarà prevista Bologna-Palermo al Dall’Ara, sfida che per lei avrà un sapore particolare…
“Una sfida che sulla carta vede la squadra rossoblù chiaramente favorita per due motivi importanti. Ad iniziare dalla differenza di categoria tra le due squadre, unito ad un fattore campo che sarà dalla parte dei rossoblù. Ciò non toglie come sarà sempre il campo a stabilire chi sarà il migliore.” Nell’annata in cui ha sfiorato la storica vittoria del trofeo sulla panchina rosanero, ha anche allenato Matteo Darmian.
“Sono molto contento della carriera che ha avuto. Ricordo benissimo di averlo allenato alla sua prima vera esperienza in una prima squadra, facendolo giocare difensore centrale per poi spostarlo a terzino. Alla fine è stata la vera sua vera fortuna, se si pensa al percorso che ha fatto successivamente, con il Torino, il Manchester United, l’Inter e la Nazionale Italiana. Un ragazzo che ricorderò sempre con affetto, dalle grandi qualità umane”.
Quanto può essere utile alla causa rossoblù, tenendo conto del rinnovamento della rosa avvenuto in estate?
“Mi sembra chiaro che Palladino avrà a disposizione un terzino di grande esperienza, che insieme a De Silvestri che conosco anche lui benissimo per averlo allenato alla Lazio, possono essere da esempio non solo in campo ma anche nello spogliatoio.”

Non solo, perché conosce benissimo anche Marco Di Vaio
“A lui mi legano ricordi belli e indimenticabili. Insieme conquistammo la promozione in Serie A con la Salernitana dopo un percorso straordinario. Da direttore sportivo sta dimostrando di essere all’altezza della situazione e con lui a distanza di tantissimi anni è ancora rimasto quel legame affettivo particolare”
Stesso ed identico obiettivo che ha poi raggiunto anche a Bologna. “Arrivai in una situazione molto complicata in un momento in cui la squadra si trovava in Serie B, in un campionato che ovviamente è sempre stato stretto ad una società e città dalla grande tradizione calcistica. Trovai un ambiente molto depresso, con calciatori non al massimo dello status mentale e psicologico ma alla fine dell’annata siamo comunque riusciti a vincere i playoff e a ritornare nella massima serie.”





