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Gudmundsson-Bologna: il gioco vale la candela? Pro e contro dell’operazione

Dopo la vittoria della Coppa Italia, il Bologna non ha intenzione di fermarsi; a questo proposito la società è già al lavoro in vista della prossima stagione. Il prossimo sarà certamente un anno particolare dal momento che i rossoblù saranno impegnati in ben 4 fronti (campionato, Europa League, Coppa Italia e Supercoppa Italiana). Chiaro che quindi il tecnico Vincenzo Italiano avrà bisogno di tutti gli effettivi per onorare al meglio tutti gli impegni. In virtù di questo sarà importante mantenere la rosa competitiva e se possibile, migliorarla. 

A questo proposito nei giorni scorsi, la Gazzetta dello Sport, aveva lanciato la suggestione in casa Bologna: Albert Gudmundsson, trequartista/seconda punta che nell’ultima stagione ha vestito la maglia della Fiorentina. Questa idea mi ha spinto a fare delle valutazioni: il gioco vale la candela? E’ un’operazione da cui il Bologna può trarre giovamento? Andiamo a vedere i pro e i contro, prettamente legati al calcio giocato.

Gudmundsson-Bologna: i pro

Il classe 1997 islandese è sicuramente un giocatore di qualità. Riuscire ad inserire un calciatore di questo calibro nella propria squadra non può mai essere uno svantaggio. E’ principalmente questo il grande pro dell’attaccante. Nonostante la statura minuta, riesce a reggere l’urto dei difensori e a tenere botta nei contrasti. Abilità sconfinate nel dribbling e visione di gioco a 360°. Albert è un giocatore totale che nelle mani di Italiano, potrebbe ulteriormente crescere, dopo un anno in chiaroscuro sotto la Cupola del Brunelleschi.

Il giocatore tanto ammirato a Genova però, a Firenze non è arrivato seppur abbia mostrato di avere del colpi da giocatore di classe. Ma il calo del rendimento, anche per via di alcuni guai fisici è evidente: dai 16 gol con il Grifone agli 8 dell’ultimo anno, seppur in meno presenze. Il classe 1997 sarebbe un jolly perfetto per Italiano, potendo coprire tutti i ruoli della trequarti (destra, sinistra e centro). Paradossalmente però a questo aspetto è legato anche, a mio modo di vedere, un contro piuttosto rilevante.

nAlbert Gudmundsson (Photo by Gabriele Maltinti/Getty Images Via OneFootball)

Gudmundsson-Bologna: i contro

Ricoprire tanti ruoli però non è sempre sintomo di eccellenza, specialmente se il livello cala a seconda della posizione in campo. Infatti Gudmundsson le cose migliori le ha fatte vedere come seconda punta nel 3-5-2 e nel 4-4-2, moduli mai utilizzati dal Bologna di Italiano. Il tecnico ha ormai disegnato un 4-2-3-1 congeniale alle sue idee di gioco e in questo Gudmundsson, per me potrebbe rendere solamente come trequartista centrale, anche perché le rincorse difensive che siamo soliti vedere a Orsolini e Ndoye in corsia difficilmente l’islandese riuscirebbe a replicarle, anche per la scarsa integrità fisica mostrata nell’ultima stagione. Oltretutto lo strappo e l’esplosività non sono le sue prerogative, a differenza dello svizzero e di Orsolini che fanno dell’uno contro uno un mantra.

Inoltre la zona centrale di campo è egregiamente occupata da Jens Odgaard, fondamentale in entrambe le fasi di gioco e pedina chiave di Italiano. Spostarlo o addirittura toglierlo per far posto a Gudmundsson mi sembra una mossa controproducente. Oltretutto in attesa del totale recupero di Jens, Ferguson può avanzare di qualche metro e al suo posto si può inserire un altro mediano, che tra l’altro il club sta cercando anche sul mercato. Analizzando tutti gli aspetti, l’ago della bilancia pende verso il no; la musica potrebbe cambiare nel caso in cui venisse acquistato per diventare un jolly o un dodicesimo uomo…

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