Ecco le parole di Alessandro Costacurta in una lunga intervista rilasciata all'edizione odierna del Corriere di Bologna. Intervista in cui si è soffermato sulla corsa europea a cui il Bologna sta partecipando e sul tecnico rossoblù Thiago Motta

Cosa impressiona maggiormente del Bologna

È una realtà cresciuta in modo sorprendente, gara dopo gara: all’inizio della stagione non erano considerati una pretendente per obiettivi europei, mentre ora lo sono e a pieno titolo. Probabilmente è nata un’intesa profonda tra la società, che ritengo tra le migliori d’Italia, l’allenatore e i giocatori che ha portato il Bologna ad essere la sorpresa del campionato: ricordo ancora la delusione di Motta ai nostri microfoni dopo la sconfitta contro il Milan alla prima giornata, forse quella partita ha fatto cambiare qualcosa, ultimare il mercato e dare vita a un percorso davvero molto buono.

Thiago Motta il segreto del Bologna?

La sua proposta di calcio moderna l’ha portato a essere una sorpresa: porta avanti la sua strategia, vincere le partite tramite il possesso palla e sviluppando un gioco dove tanti probabilmente non hanno un ruolo specifico. Però diversi elementi sono cresciuti e questa è la vera forza dell’allenatore: ma se migliori sensibilmente 4-5 giocatori nel corso di una stagione significa che il tuo progetto ha fatto centro. Ho sempre fatto il tifo per questo tipo di proposta calcistica. Anzi, facendo i complimenti a Motta mi sono proposto per fare un allenamento: per le mie caratteristiche mi sarebbe piaciuto molto giocare in questo Bologna. E Thiago, che da calciatore era un maestro di questo modo di giocare, sta portando avanti questa filosofia anche da tecnico.

Alexis Saelemaekers
Alexis Saelemaekers esulta dopo il gol al Sassuolo (ph. Image Sport)

Grandi squadre su Thiago Motta

Non c’è nulla di sorprendente. Thiago piace per come fa giocare le squadre, fa risultati, migliora i giocatori: una proprietà corteggia per forza questo tipo di allenatori. Ce ne sono un paio in Spagna, uno-due in Germania, due in Inghilterra. Motta ha alzato notevolmente la qualità del gioco in Italia e, nel caso, spero che resti in Serie A: viceversa mi dispiacerebbe, come mi è dispiaciuto quando è andato in Inghilterra De Zerbi. Sono un fan di quel tipo di calcio: ad esempio ora come ora, per divertirmi, guardo le partite del Mantova di Possanzini mentre ci sono squadre che non guardo perché non mi diverto. Allegri per esempio è un grandissimo allenatore ma non mi piace il modo in cui fa giocare la Juventus, stesso discorso per la Roma di Mourinho: ora, vista la nuova proposta di De Rossi, avrò più curiosità per i giallorossi.

Come marcare Zirkzee secondo Costacurta

Mai in uno contro uno. Quelli così talentuosi, bravi a difendere palla, a non farsi anticipare o a suggerire la profondità vanno marcati di squadra: non ci sono tanti difensori capaci di gestire uno così in uno contro uno, le grandi difese sono tali solo se c’è aiuto reciproco. Zirkzee ha veramente tante qualità: mi sembra quasi blasfemo dirlo, ma forse il punto meno sviluppato è ancora quello della conclusione verso la porta. Nonostante sia già bravo, lì può migliorare ancora di più.

In quale fondamentale deve crescere Calafiori?

Smonto un po’ la teoria secondo cui uno fa tanti tocchi perché è bravo: a volte semplicemente l’avversario permette tanti tocchi al giocatore meno pericoloso. Ma non è il caso di Riccardo, che sta facendo una stagione straordinaria. Deve migliorare solo una cosa e per l’età che ha è ancora in tempo, visto che fa il centrale da poche partite: la marcatura dentro la propria area. Consiglio di un difensore della vecchia scuola: negli ultimi gol ho visto una parte di responsabilità dei centrali che non marcano dentro l’area. Per il bene del Bologna e della Nazionale, dove presto verrà convocato: dentro l’area si marca. E forte. Lo dico parlando di lui, ma lo vedo fare a tanti: l’esempio da seguire sono i centrali dell’Inter, Bastoni e Acerbi, peraltro entrambi mancini e perfetti in marcatura in area. Calafiori ha fatto passi da gigante: se migliora questo aspetto, viste le capacità di lettura e di impostazione che ha, è destinato a una grande carriera.

Bologna in piena lotta europea

Ha grandi possibilità. Presto tante dirette concorrenti torneranno a giocare in Europa, anche se per qualcuna, come la Lazio, il rischio è che sia un percorso breve. Ci sono diverse squadre attrezzate in lotta per l’Europa, ma se il Bologna continua a giocare così ci andrà: ha una tipologia di gioco, un telaio e un’organizzazione che gli regala sempre la chance di poter vincere ogni partita.

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