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Sotto ritmo e stanco, un Bologna così è troppo poco: l'analisi tattica di Bologna - Napoli

I rossoblù sono apparsi fuori condizione

Scritto da Tommaso Ferrarello  | 
Andreas Skov Olsen (ph. bolognafc.it)

Fatica tanto, troppo il Bologna nel posticipo del 22esimo turno di campionato. Una partita mai realmente in discussione, con il Napoli oggettivamente più forte e preparato sotto tutti i punti di vista. Mihajlovic, nel post gara, ha parlato di scarsa condizione dovuta alla fatto di non avere a disposizione la squadra al completo da ormai 2 settimane. Tra Covid, quarantene e infortuni, infatti, è innegabile che i rossoblù si siano allenati spesso a ranghi ridotti. Ma l'impressione è che, al di là di queste considerazioni, la partita di ieri difficilmente sarebbe potuta andare in modo diverso, anche in condizioni migliori.  
Il Bologna ha approcciato la gara in una maniera troppo leggera, stanca e disattenta, per poi dare segnali di vita soltanto nella seconda metà della ripresa quando i cambi hanno dato un po' più di freschezza fisica e mentale. 
Ma la prestazione è stata veramente troppo poco per poter pensare di infastidire una squadra come il Napoli che ha comunque le qualità per lottare fino alla fine per i primi posti in classifica. 
Se nel post partita di Cagliari era lecito elogiare la squadra per l'atteggiamento e l'applicazione messa in campo, nel post gara di Napoli, invece, c'è bisogno di farsi un esame di coscienza per ricaricare le pile e rimettersi in carreggiata. 

LE FORMAZIONI

Mihajlovic, nella partita di ieri pomeriggio, ha voluto dare continuità al 1-3-5-2 provato con il Cagliari. Sono stati ritrovati Soumaoro, Sansone e Hickey, schierati subito da titolari. Il tecnico serbo ha voluto effettuare anche qualche cambio per provare a dare freschezza e nuova linfa alla squadra. Su tutti Viola al posto di Dominguez in cabina di regia. Inamovibili invece Theate, Svanberg e Arnautovic, vera e propria ossatura di questa squadra.

Anche il Napoli, per nostra sfortuna, è riuscita a rispolverare la presenza di diversi giocatori spesso determinanti. Tra questi troviamo Fabian Ruiz, Zielinski, Lozano e Osimhen. Spalletti ha confermato, come spiegato in fase di presentazione, il modulo cardine dei partenopei: 1-4-2-3-1.

LA PARTITA

Il Napoli ha il più delle volte costruito con il famoso 4+2 di cui abbiamo fatto cenno durante la presentazione del gioco della formazione di Spalletti. A partecipare alla regia ci sono i 2 difensori centrali, i 2 terzini posizionati in ampiezza e i 2 mediani. Il Bologna, come è solito fare, ha invece cercato di pressare alto andando a marcare e a togliere spazio di ricezione ai riferimenti avversari. L'intento è stato quello di costringere il Napoli a rilanciare lungo, visto che la prima punta era Dries Mertens, un grande giocatore ma sicuramente poco efficace sui palloni alti (immagine 1).

IMMAGINE 1 - La prima costruzione del Napoli: 4+2. Il Bologna ha provato a pressare sui riferimenti per obbligare a lanciare lungo su Mertens.

Il pressing del Bologna è stato però spesso mal eseguito, anche in virtù delle grandi qualità nel palleggio del Napoli. Nella situazione rappresentata nell'immagine 2 notiamo come Lobotka sia riuscito a ricevere il pallone e a girarsi. Il Bologna ha presidiato con ordine il corridoio centrale, tentando di costringere il Napoli a giocare sulle fasce per poi scalare con velocità lateralmente per togliere spazi. In questa situazione in particolare, però, è il movimento di Sansone che crea un deficit e favorisce l'uscita palla al piede del partenopei. Il numero 10 rossoblù, infatti, va a pressare il portatore di palla, non legge bene la situazione e si orienta male con il corpo. Va infatti a schermare l'avversario per togliergli la verticale, quando quel possibile passaggio è già ben coperto da Svanberg e Soriano, non accorgendosi della totale libertà di cui gode Rrahmani alle sue spalle. Lobotka, dunque, vedendo occupato il campo centralmente, si orienta e serve il proprio compagno che, libero da ogni pressione, guadagna campo in avanti e fa correre all'indietro il Bologna. Sansone avrebbe invece dovuto posizionarsi lateralmente a Lobotka, impedendo quel passaggio libero su Rrahmani e lasciare ‘sfogo’ centralmente dove la presenza di 2 giocatori del Bologna avrebbe consentito di essere in pieno controllo del campo. 

IMMAGINE 2 - Buon presidio centrale del Bologna. Il movimento di Sansone è sbagliato perchè va a ‘intasare’ una zona già ben occupata, lasciando libero Rrahmani che viene servito e prende campo in avanti.

In generale, comunque, è stata la grande qualità nel giro palla del Napoli che ha impedito al Bologna di riuscire a trovare le contromisure efficaci per rendersi pericoloso. Sono infatti state tante le volte in cui i partenopei hanno mosso palla da destra a sinistra, tenendo in mano il pallino del gioco, quasi ipnotizzando la squadra di Mihajlovic, e impedendogli di recuperare la palla. Questo ha senza dubbio contribuito a fare uscire mentalmente dalla partita i rossoblù, che, non riuscendo a sentirsi protagonisti attivi della gara, hanno subito passivamente gli eventi. 

La formazione di Mihajlovic è riuscita a preoccupare la difesa partenopea sfruttando delle triangolazioni veloci sulle corsie esterne, soprattutto sul lato sinistro, occupato da Hickey. Nella situazione che vediamo nell'immagine 3, il Napoli, innanzitutto, ha la difesa piuttosto schiacciata e lascia un buco centrale evidente. Il numero 3 scozzese, portando palla, attira su di sé la pressione di due calciatori del Napoli, tra cui uno dei due mediani. Alle sue spalle Sansone si sta sovrapponendo, obbligando Di Lorenzo a rimanere in posizione con il reparto difensivo del Napoli e a tenere l'ampiezza. Allo stesso tempo da dietro arriva anche Svanberg che riesce a inserirsi nello spazio centrale venutosi a creare, andando a rompere la linea di pressione degli ospiti. Una situazione che, seppur non abbia avuto risvolti positivi, ha avuto la capacità di mettere in apprensione la difesa di Spalletti.

IMMAGINE 3 - La triangolazione sul lato sinistro del campo che ha permesso a Svanberg di attaccare un buco centrale che ha rotto la linea di pressing del Napoli.

Il gol del Napoli, arrivato al minuto 20 del primo tempo, ha messo in mostra una serie di errori di posizionamento e lettura delle situazioni, da parte del Bologna, abbastanza gravi. Nell'immagine 4 possiamo vedere lo sviluppo che porta al gol di Lozano
Il Napoli crea una sorta di rombo con quattro giocatori sulla corsia sinistra d'attacco. Il Bologna è in inferiorità numerica situazionale ed è esclusivamente concentrata sul pallone nei piedi di Zielinski. Il polacco, con un gran tocco di fino, scavalca i due giocatori del Bologna e serve Elmas che a sua volta ha della profondità da sfruttare. Anche Viola, posizionato vicino all'arbitro, non legge il possibile inserimento del numero 7 ospite e si fa attrarre solo dalla palla. 

IMMAGINE 4 - Il rombo con 4 giocatori del Napoli contro 2 del Bologna. La palla di Zielinski per Elmas non viene letta da nessuno.

Una volta servito, Elmas, va a puntare in 1 contro 1 De Silvestri, mettendo un pallone rasoterra, in area di rigore, a sostegno per i compagni. Anche in questo caso (immagine 5) il Bologna è posizionato molto male all'interno dell'area, con il centrocampo che è completamente assente. La linea difensiva è giustamente schiacciata bassa a difesa del portiere, ma sia Svanberg che Viola sono totalmente fuori posizione. In queste situazioni, infatti, uno dei due mediani dovrebbe trovarsi all'altezza del dischetto del rigore per intercettare proprio passaggi di questo genere. Invece i due rossoblù sono disordinati e sull'invitante pallone del numero 7 macedone arriva Lozano ad anticipare Theate per segnare il vantaggio ospite. 

IMMAGINE 5 - Elmas va in 1 contro 1 con De Silvestri e mette un pallone con destinazione area di rigore. L'assenza del centrocampo del Bologna crea un buco all'altezza del dischetto sulla quale si avventa Lozano che segna lo 0-1.

Il gol del definitivo 0-2 è invece arrivato ad inizio ripresa, al 47' per l'esattezza. Lo sviluppo del gioco del Napoli che ha portato al raddoppio è stato oggettivamente di alto livello. 
Concentriamoci più che sul gol in sé, sull'azione subito precedente che ha portato allo stesso. I partenopei hanno sviluppato gioco centralmente creando una triangolazione veloce tra Elmas, Mertens e Zielinski. Al contempo, Fabian Ruiz, in un'insolita posizione di esterno offensivo, attacca lo spazio. Mertens appoggia il pallone a sostegno per Zielinski che, con un tempismo di gioco perfetto, va a servire lo spagnolo in corsa sulla fascia sinistra. Successivamente, il centrocampista partenopeo, mette un cioccolatino in area per Lozano che deve solo spingere in rete lo 0-2 
Il Napoli è riuscito a crearsi questa situazione di gioco con grande qualità, rompendo la pressione del Bologna, comunque non così feroce, a suon di passaggi veloci, ravvicinati e estremamente tecnici. 

IMMAGINE 6 - La triangolazione centrale del Napoli per andare a servire Fabian Ruiz sulla corsia di sinistra per il gol dello 0-2.

La partita ha poi seguito un copione piuttosto lineare, con il Bologna che ha provato a difendersi basso per evitare un passivo troppo pesante e Napoli che ha gestito il vantaggio. 
L'unica folata positiva arrivata dai piedi rossoblù è nata dall'ingresso in campo di Falcinelli, del giovane Pyythia e Dominguez. La loro freschezza e, soprattutto, l'atteggiamento corretto al momento dell'entrata in campo hanno permesso ai rossoblù di alzare un po' il ritmo e obbligare il Napoli a difendersi in area di rigore. 

Una grave mancanza che, dal mio punto di vista è stata particolarmente evidente per tutti i 90', è stato il ritmo di gioco totalmente assente nei rossoblù. Contro squadre più forti sulla carta, bisognerebbe giocare a ritmi feroci a tutto campo. Il Bologna, invece, è parso una squadra non stanca, ma stanchissima, in difficoltà in tutte le letture di gioco, nei raddoppi, nelle scalate e nel pressare. Il Napoli, con un semplice, ma di alto livello giro palla continuo, ha mandato fuori giri i rossoblù. 
Urge ritrovare una condizione atletica di livello, perché penso sia scontato dire che giocando a ritmi così bassi si rischia di perdere contro chiunque in Serie A. 
E' tutto nelle mani di mister Mihajlovic che sicuramente saprà quali tasti andare a toccare per rinvigorire questo Bologna.


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