Ospite questo pomeriggio di Domenica In su Rai Uno, Sinisa Mihajlovic ha ripercorso i momenti difficili della sua malattia commuovendosi anche ripensando al padre: "Sono uno di quelli per cui non è importante partecipare ma vincere. Per cui l’ho affrontata dall’inizio con carattere, con voglia di vincere, di combattere, essendo convinto alla fine di farcela. E ci sono riuscito. L'affetto di tutti i tifosi, compresi quelli che in un certo senso mi odiavano, mi ha dato forza. Ho pensato che non potevo deludere tutte quelle persone. Avevo tanta paura, però il coraggio era di più della paura e per vincere serve questo. Il 29 ottobre è passato un anno dal trapianto, ho fatto tutti gli accertamenti e i valori sono perfetti. Sto bene. Quando l'anno scorso ho fatto una sorpresa alla mia squadra a Verona c'era chi piangeva e chi non sapeva cosa dire. Pensavo di vincere ma abbiamo pareggiato e ho capito di aver generato un'emozione troppo grande da gestire. L'unico rimpianto della mia vita è legato a mio padre: non l'ho potuto vedere nell'ultimo giorno della sua vita perché avevo promesso ai miei due figli di portarli a Madrid a vedere la finale di Champions dell'Inter. E allora ogni giorno quando penso a lui bevo due bicchieri di grappa".
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