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Bologna, Andersson: “Magia pura che ti fa sentire predestinato a qualcosa di grande”

Nell’edizione odierna de Il Resto Del Carlino Kennet Andersson ha parlato del momento d’oro della sua ex squadra, il Bologna. Dopo la vittoria contro la Fiorentina, secondo Andersson che ha indossato la maglietta rossoblù dal ‘96 al 2000, il Bologna può giocarsela fino alla fine per raggiungere un posto in Europa. Lui con il suo Bologna raggiunse la semifinale di Coppa Uefa e ora si gode i ragazzi di Thiago Motta sperando possano continuare a far sognare un’intera città. Ecco alcune delle dichiarazioni dell’ex attaccante.

Beukema, Posch e Orsolini

Sul derby dell’Appennino

Davanti alla televisione sono rimasto impressionato. Pensavo fosse una partita da 50 e 50. Invece per me è stato chiaro fin dal primo momento che avrebbe vinto il Bologna. Anche quando all’inizio la Fiorentina pressava forte, i rossoblù sono sempre stati saldi, hanno portato avanti la loro idea di partita, l’hanno comandata anche quando sembravano subire, fino a prenderla in mano. Sono stati più forti, con la Fiorentina hanno giocato da squadra proprio forte. Non c’è dubbio, uno spettacolo.

Svolta?

La svolta c’è già stata. Ma di certo è stato un successo importante non solo per la classifica, ma soprattutto per la testa dei giocatori. Con la Fiorentina avevi già perso due volte, una sconfitta avrebbe potuto mettere dei dubbi. Vincere così, invece, ti rafforza, ti dice che è tutto vero: che puoi giocartela fino in fondo. Diventare forti è un percorso, non è una luce che si accende con una vittoria o si spegne con una sconfitta. E adesso il Bologna è e si sente forte.

Un gruppo solido e affiatato

Mi ha impressionato l’alchimia. La squadra è forte, l’allenatore è fenomenale e queste componenti vanno a insieme a un pubblico che soffia e manda in orbita l’insieme. Io l’ho vissuto, è una sensazione difficile da spiegare ma che è tangibile al primo sguardo: sentivo il pubblico spingere la squadra anche dalla tv e mi sono ricordato gli anni in cui ero in campo io con i miei compagni. Questo è il segreto, è magia pura, un equilibrio tanto fragile, quanto difficile da costruire, ma che moltiplica le forze in maniera esponenziale, che ti fa sentire predestinato a qualcosa di grande.

Su Zirkzee

Da ex attaccante guardo Zirkzee e penso sia il simbolo della crescita. L’ho visto dal vivo lo scorso campionato. Si vedeva che aveva qualcosa in più da un punto di vista tecnico, ma ora ha in mano la squadra e gioca bene anche quando non segna. Sono pochissimi gli attaccanti, in giro per l’Europa, che giocano sempre bene a prescindere dal fatto che segnino o meno.

Su Saputo

Adesso il Bologna può vincere e ha vinto con tutte. Ci penseranno anche le avversarie. Il Bologna può andare in fondo e sono felice per Saputo. E’ una bella persona, un grande presidente che sta facendo il bene della società e della squadra. Credo non sia un caso che questa stagione coincida con la sua presenza in città.

LEGGI ANCHE: Bologna primo in classifica per rendimento interno. Meglio dell’anno dello scudetto

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