Un sogno che continua… Il Bologna espugna anche l'Olimpico di Roma vincendo per 1-2 contro la Lazio, un'altra diretta concorrente per le posizioni europee che, dopo la Fiorentina mercoledì sera, viene lasciata indietro in classifica. La grande qualità di questa squadra è la capacità di non andare mai in difficoltà psicologica. Nonostante lo svantaggio firmato Isaksen, infatti, il Bologna con pazienza e maturità ha saputo aspettare il momento giusto per pareggiare la partita grazie a El Azzouzi, per poi mordere sul finale con il solito Zirkzee. Quarta vittoria consecutiva per la truppa felsinea che continua a mantenere la marcia dell'Atalanta (entrambe a pari punti al quarto posto), ma soprattutto allontana ancora di più l'ottavo posto, distante ora ben otto lunghezze. Prossimo appuntamento venerdì sera in casa contro l'Hellas Verona, prima di un altro mini tour de force contro Atalanta (a Bergamo) e la capolista Inter

PRIMO TEMPO

La partita dell'Olimpico, sin dalle prime battute, si dimostra decisamente complicata, come andremo infatti ad analizzare nella consueta analisi tattica. Il riassunto del primo tempo si potrebbe specificare in una sola parola: pressing. Sì perché Maurizio Sarri ha preparato la partita cercando di togliere costantemente respiro alla manovra rossoblu, non tenendo però in conto che, la squadra di Thiago Motta, oltre a stare molto bene da un punto di vista atletico, raramente in questa stagione ha staccato la spina a livello mentale. 

Come vediamo nell'IMMAGINE 1, proprio in una fase di possibile transizione per la formazione ospite, è la Lazio a coprire meglio il campo, avendo più uomini in zona palla con la volontà di accorciare forte per recuperare quanto prima il possesso della sfera. Scenario che si è ripetuto molto spesso nella prima frazione di gioco. 

Pressing della Lazio
IMMAGINE 1 - Il pressing asfissiante della Lazio, con una copertura più ordinata delle spaziature

Proprio da una situazione di pressing feroce, la Lazio è riuscita a trovare il gol del vantaggio nella prima metà dei primi 45'. Sul tentativo di giro palla da alleggerimento da parte del Bologna, Lucumì va in difficoltà nel servire il vicino Ferguson, che viene colto in contro-tempo da un avversario e perde il possesso del pallone, spalancando il campo alla truppa di casa che si invola con quattro uomini verso la porta di Skorupski.

Il contesto di gioco, però, è molto chiaro: soffocare il gioco del Bologna aggredendo in avanti per togliere tempo e spazio e indurre all'errore il possessore di palla (IMMAGINE 2). 

L'azione che porta al gol del vantaggio della Lazio
IMMAGINE 2 - Il pressing della Lazio che induce il Bologna all'errore sulla prima costruzione, spalancando le porte al gol del vantaggio dei biancocelesti

Le difficoltà di costruzione da parte del Bologna si possono notare nell'IMMAGINE 3 di seguito. Il piano di gioco della Lazio è infatti quello di togliere profondità e verticalità centralmente, anche e soprattutto per far uscire dalla partita Zirkzee, fulcro dello sviluppo offensivo rossoblu. Ai felsinei viene dunque concesso campo soltanto sulle corsie laterali dove i biancocelesti, sfruttando a proprio favore la linea laterale, possono andare a scalare per togliere ulteriore spaziature allo sviluppo del gioco avversario. 

Fase di non possesso della Lazio
IMMAGINE 3 - Linee vicine e compatte da parte della Lazio con l'obiettivo di togliere profondità e verticalità centrale al Bologna

Proprio nel momento di maggiore difficoltà, il Bologna riesce a sfruttare il primo episodio della partita per trovare il gol del pareggio che, probabilmente, va a scalfire in modo graduale le certezze ottenute fin lì dalla Lazio. Come avvenuto anche per il gol subito dai rossoblu, a fare la differenza anche in questo caso è il pressing offensivo. 

Sulla prima impostazione da parte degli uomini di Sarri, infatti, si viene a creare una parità numerica posizionale (4 vs 4) che induce Luis Alberto ad appoggiarsi nuovamente su Provedel, con quest'ultimo che, in completa difficoltà e preoccupato dall'atteggiamento agguerrito degli avversari, rilancia in maniera maldestra sui piedi di Fabbian che, con una sorta di rimpallo, favorisce El Azzouzi. Il centrocampista marocchino, a due passi dalla porta biancoceleste, non può proprio sbagliare, raddrizzando sul finale di primo tempo una partita fin lì molto complicata (IMMAGINE 4). 

Il gol del pareggio del Bologna
IMMAGINE 4 - Il gol del pareggio del Bologna, abile a portare pressing offensivo per indurre all'errore gli avversari

SECONDO TEMPO

Nel secondo tempo l'inerzia della partita pian piano cambia, finendo sempre di più nelle mani del Bologna. I rossoblu, infatti, sfruttando anche una Lazio appesantita dalla partita di mercoledì sera in Champions League, riescono sempre di più a prendere campo, eludendo con più continuità quel pressing che, nei primi 45', aveva impedito qualsiasi tipo di trama offensiva organizzata.

Una situazione che evidenzia tutto ciò è quella raffigurata nell'IMMAGINE 5 di seguito. Si può notare, in primis, una Lazio col baricentro più basso e con meno forza di aggredire in avanti. La disposizione tattica in fase di non possesso, inoltre, non è più ordinata come nella prima frazione: Lucumì, infatti, può portare palla indisturbato fino al cerchio di centrocampo, trovando poi una traccia in verticale e in zona di rifinitura per Zirkzee. Il piano gara, dunque, è cambiato. 

Il Bologna trova spazio in zona di rifinitura
IMMAGINE 5 - Nel secondo tempo il Bologna ha trovato con più facilità la verticale alle spalle delle linee di pressione avversarie

A complicare ulteriormente i piani di Maurizio Sarri, inoltre, sono le sostituzioni da lui stesso operate: fuori Isaksen e Immobile per inserire Pedro e Castellano intorno al 65esimo minuto. Questa scelta non ha assolutamente giovato allo sviluppo del gioco offensivo dei biancocelesti. Pedro, rispetto ad Isaksen, è più portato a giocare verso il centro del campo, e anche Felipe Anderson, spostato a destra, ha cominciato a muoversi più centralmente. In poche parole la Lazio ha perso profondità sulle corsie esterne e soprattutto ampiezza, due qualità che nel primo tempo avevano causato non pochi problemi alla banda di Thiago Motta. Al Bologna è bastato lavorare con grande attenzione nel portare densità per schermare l'area di rigore e costringere gli avversari a cross da posizioni piuttosto innocue (IMMAGINE 6).

Le difficoltà offensive della Lazio nel secondo tempo
IMMAGINE 6 - Con le sostituzioni operate da Sarri, la Lazio perde profondità esterna e ampiezza

Col passare dei minuti la Lazio ha continuato nella sua opera di ‘disgregazione tattica’, andando in completa confusione nel coprire in maniera ordinata il campo, così come nel leggere le uscite difensive su Zirkzee. Un'involuzione incredibile per la truppa di Maurizio Sarri che, tra un tempo e l'altro, ha dato l'impressione di essere una squadra completamente agli antipodi.

Al 78esimo è quindi arrivato il gol del Bologna che ha chiuso la partita. Lo sviluppo dell'azione è stato sulla sinistra dove, soprattutto nel secondo tempo, i rossoblu hanno trovato maggiori trame di gioco, mandando in difficoltà le letture difensive di Marusic

Anche in questa situazione, infatti, il terzino biancoceleste prima esce in ritardo su Ndoye, poi si perde il movimento profondo di Kristiansen che viene servito alla perfezione da Zirkzee. Il terzino sinistro danese una volta arrivato sul fondo disegna un nuovo cross verso il centro dell'area dove è sempre l'olandese ad andare a chiudere in rete alla destra di Provedel, con una difesa biancoceleste passiva e disattenta nelle marcature in area (IMMAGINI 7 e 8).

Il gol di Zirkzee che ha chiuso la partita
IMMAGINE 7 - Il gol del solito Zirkzee che ha deciso la partita dell'Olimpico
La difesa passiva della Lazio sul gol del 1-2
IMMAGINE 8 - La difesa della Lazio molto passiva sul cross di Kristiansen verso Zirkzee

Credit photo: Wyscout

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