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Editoriale - Il Derby è della Virtus ma la Fortitudo c'è

Al PalaDozza stracittadina avvincente ed emozionante fino all'ultimo

Scritto da Dario Ronzulli  | 
Jakarr Sampson (Foto Matteo Marchi - Virtus Segafredo Bologna)

È stato derby vero tra Fortitudo e Virtus. Un derby che ha tenuto tutti con il fiato sospeso, deciso agli ultimi possessi con la Kigili che ha avuto la palla del supplementare. Cosa ci ha detto questa sfida?

Innanzitutto che la Segafredo ha fatto un colpaccio forse ben oltre ogni più rosea aspettativa con Daniel Hackett. È vero, i conti si fanno alla fine ma intanto le prime due partite dell'ex CSKA sono state strabordanti di personalità. Hackett ha impiegato il tempo di un ciao per avere fiducia piena da parte dei compagni, se l'è guadagnata non con il suo curriculum - che già poteva essere sufficiente - ma in allenamento e in partita, difendendo duro e prendendosi le giuste responsabilità in attacco. È già oggi un valore aggiunto: che possa bastare per arrivare in fondo ai traguardi prefissati lo scopriremo a fine stagione ma il suo arrivo ha dato un'impronta molto chiara alla squadra. La stessa cosa che la Virtus spera possa dare Shengelia, presentato oggi e disponibile per la gara di mercoledì contro il Cedevita. Altra cosa emersa dal derby è che Mannion non difetta di attributi, che Sampson ha mille limiti ma se è in fiducia può dare una mano e che Weems è cottissimo e avrebbe bisogno di un po' di riposo per il rush finale di stagione, infortuni altrui permettendo.

E la Fortitudo? La sconfitta pesa nel cammino improbo verso la salvezza, considerando anche la contemporanea vittoria di Pesaro e in attesa di Napoli-Varese di questa sera. La Kigili è inevitabilmente spalle al muro, non può permettersi di perdere partite a cuor leggero e il discorso vale anche quando affronta squadre più forti di lei. Il calendario è complicato a dir poco, con 4 trasferte nelle prossime 5, e tanta tanta pressione. Però non si può negare che lo spirito, prima ancora degli aspetti tecnico-tattici, mostrato ieri sia il viatico migliore per tenere alimentata la debole fiammella della salvezza. La F ha fatto la partita che doveva fare con i mezzi a disposizione. Martino ha enormi meriti nell'aver preparato e condotto la gara nel modo migliore anche se si è attirato molte critiche, decisamente ingenerose. Unico errore di lettura è stato non aver cavalcato la serata di Procida: ci sta dare spazio al quintetto della rimonta con Feldeine che ha più esperienza e che deve rimettere minuti nelle gambe, ma dimenticare totalmente Procida in panca non è stata una mossa apparsa azzeccata. Probabilmente la partita sarebbe finita allo stesso modo o perfino peggio, resta il fatto che semplicemente Procida sta meglio di Feldeine e qualche minuto in più in campo se l'era guadagnato. Al di là di ciò, dal modo in cui hanno interpretato la partita i biancoblu devono trarre spunto ed energia per i prossimi impegni: un imperativo categorico, altrimenti parliamo di niente.


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