LBA Supercoppa, le pagelle di Milano-Virtus: si salvano in pochi

Teodosic e Markovic tradiscono le attese, Alibegovic uno dei pochi a crederci fino in fondo

Scritto da Paolo Di Domizio  | 

TESSITORI n.e.: 

 

ABASS 6: uno dei pochissimi a crederci fino alla fine, uno dei pochissimi a vedere il canestro con continuità e una certezza difensiva. Non basta solo lui 

 

PAJOLA 5: il suo lo fa, ma in attacco è praticamente poca roba, con scelte sbagliate in possessi importanti. Ha il tiro del possibile sorpasso a fine terzo periodo ma non trova neanche il ferro

 

ALIBEGOVIC 6,5: 13 punti con 8 rimbalzi, tanta sostanza sotto al ferro, soprattutto quando nel terzo periodo sembra lui il leader della squadra. Lo 0/3 dall’arco non cancella una buonissima partita

 

MARKOVIC 4,5: anche le sue cifre gridano vendetta, questa volta senza neanche l’idea di avere la squadra in mano. Due errori clamorosi in momenti in cui la V avrebbe avuto la possibilità di impattare la gara rendono la serata del serbo ancora più nera

 

RICCI 4: serata incolore, il più in difficoltà della partita, senza mai segnare i suoi tiri e senza mai trovare gli spazi giusti per incidere senza palla in mano 

 

ADAMS s.v.: neanche 5 minuti in campo, dopo due errori banali

 

HUNTER 4,5: fa e disfa, scelte sbagliate da entrambi i lati del campo 

 

WEEMS 5,5: prova a mettersi subito in partita, senza riuscirci e sbagliando anche cose banali. Sta tanto in campo senza mai incidere e senza andarsi a prendere la partita

 

NIKOLIC n.e.

 

TEODOSIC 4,5: questa volta non bastano 8 assist perché c’è un 2/12 dal campo che grida vendetta. Nessun sussulto particolare quando ci si aspettava qualcosa 

 

GAMBLE 6: l’unico che riesce a fronteggiare il totem Hines, ripagando con la stessa moneta sia in attacco che in difesa. 11 punti e 8 rimbalzi sono l’immagine di una partita di sostanza, forse finita troppo presto 

 

All. DJORDJEVIC 5,5: prova tantissimi quintetti, fino a trovare la quadra con cinque in campo che ricuciono il gap con gli avversari. Non sono certo sue le colpe del 4/24 da tre punti. Unico dubbio la scelta di non ributtare nella mischia Gamble nel finale ma soprattutto Adams.


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