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Editoriale - Virtus incolore ma vincente, non basta il coraggio alla Fortitudo

La Segafredo si prepara ad un febbraio tosto, la Kigili deve rimboccarsi le maniche

Scritto da Dario Ronzulli  | 
Nico Mannion (Foto Matteo Marchi - Virtus Segafredo Bologna)

Quella con Cremona è stata la vittoria più “brutta” della stagione Segafredo fin qui, nel senso che è arrivata al termine di una prestazione sotto tono per quasi tre quarti di gara con un attacco che andava a corrente alternata e una difesa che deve ringraziare la mina imprecisa dei coraggiosi giocatori della Vanoli. È stata una vittoria arrivata più per il talento dei singoli che per la forza della squadra: a spezzare l'equilibrio ci hanno pensato i canestri di Belinelli alla Belinelli, le penetrazioni di Cordinier, quelle di Mannion che finalmente ha dato un assaggio delle sue capacità atletiche anche in bianconero. Dopo Ulma altra prestazione incolore al tiro da 3 punti ma Scariolo si è detto giustamente non preoccupato più di tanto dal momento che è ancora presto per parlare di una tendenza. Certo è che contro il Buducnost domani servirà una Virtus migliore, più in palla, più squadra, più cinica: troppo importante battere i montenegrini e magari anche ribaltare il -4 dell'andata. Inizia con Podgorica un mese, quello di febbraio, che per la Segafredo significa due scontri diretti in Eurocup (l'altro è con Valencia) e la Final Eight di Coppa Italia che non può non essere un obiettivo. I recuperi ormai imminenti di Teodosic ed Hervey aumentano e non poco le armi a disposizione di Scariolo che conta di poter avere la squadra al completo almeno per un paio di partite, giusto per vedere l'effetto che fa.

Il mese di febbraio della Fortitudo sarà invece meno ricco di partite ma non per questo meno intenso. Due gare in casa contro la lanciatissima Brescia e l'incerottata Brindisi prima della lunga sosta per Coppa Italia e Nazionale: è il menù che attende i biancoblu di Martino dopo il ko di Milano. Poco da dire sulla gara del Forum, se non che quantomeno si è vista una Kigili non rassegnata al suo destino contro l'Olimpia. Con tutti i suoi limiti e senza Feldeine e Toté, la F ci ha provato e ha lottato come dovrà fare da qui alla fine del campionato. Certo, non basterà, servirà anche altro, servirà che l'animo pugnandi duri 40 minuti contro chiunque. L'ultimo posto in classifica deve fungere da propellente per le prossime due gare, visto che nessuna davanti sta mollando la presa a parte Pesaro che però ha già mostrato di sapere come uscire dai bassifondi. Intervenire sul mercato è da escludere, bisognerà fare con quello che si ha in attesa che la situazione societaria tra nuovo presidente e nuovi soci si risolva al meglio e in fretta, per dare alla squadra la giusta e doverosa tranquillità.


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