Porta stregata e poca concretezza: l'analisi tattica di Bologna-Venezia

E' mancato nuovamente il salto di qualità, ma la classifica dei rossoblù resta ottima

Scritto da Tommaso Ferrarello  | 
Nicolas Dominguez (ph. bolognafc.it)

Rammarico. Questa è la parola che rappresenta e descrive al meglio la partita tra Bologna e Venezia. La vittoria degli ospiti per 0 a 1 certifica ancora una volta la difficoltà nel riuscire a fare il tanto sperato salto di qualità. C'è anche da dire che la prestazione dei rossoblù c'è stata, a mancare è stato solo il gol. Non di certo una cosa irrilevante, anzi. Quando non riesci a farlo, c'è poi il rischio che te lo facciano gli avversari. E così è stato. La classifica del Bologna resta comunque ottima, con un posizionamento che permane nella parte sinistra della classifica, vero obiettivo societario di inizio stagione. Se poi decidiamo di affidarci alle statistiche, che possono voler dire tutto come niente, non capiamo assolutamente come sia stato possibile non segnare neanche un gol. 66% di possesso palla contro 34% dei lagunari, 14 tiri contro 6, 17 calci d'angolo contro 0. Numeri abbastanza evidenti che dimostrano la poca concretezza sotto porta dei rossoblù nell'umido pomeriggio di ieri, domenica 21 novembre. 

LE FORMAZIONI

Entrambe le squadre erano reduci da un buon periodo di forma. Motivo per cui gli allenatori, Mihajlovic da una parte e Zanetti dall'altra, hanno deciso di cambiare il meno possibile. Il Bologna si è schierato con il suo consueto 1-3-4-3. Tutti confermati gli interpreti della vittoria sulla Samp, con l'unico cambio sulla corsia di destra: Orsolini al posto di un acciaccato De Silvestri. Nelle file degli ospiti Zanetti ha voluto premiare la formazione che ha vinto meritatamente contro la Roma. 1-4-3-3 con due unici cambi, ovvero Johnsen per Kiyine e Vacca per Crnigoj.

PRIMO TEMPO: PRESSIONI DIFFERENTI

Come spiegato in fase di presentazione tattica della squadra di Zanetti, la partita ha, più meno, seguito lo stesso copione: Bologna in possesso della sfera e Venezia attendista, ma comunque non rinunciatario. Nel primo frangente di partita gli ospiti non hanno praticamente mai tirato in porta, col pallino del gioco lasciato ai padroni di casa. I rossoblù hanno costruito con l'assetto 1-3-1-3. Il Venezia, di contro, si è posizionato, in fase di non possesso palla, con il solito 1-4-3-3. Come vediamo nell'immagine 1 e 2 la formazione di Zanetti ha fatto densità soprattutto in zona centrale, lasciando ‘sfogo’ al Bologna sulle corsie laterali dove è solitamente più semplice recuperare palla. Inoltre, possiamo notare anche che il reparto avanzato dei ‘lagunari’ si è messo in oscuramento continuo su Dominguez, con l'obiettivo di fargli arrivare meno palloni possibili e isolarlo dalla prima costruzione rossoblù. Il Bologna si è dunque trovato a giocare quasi obbligatoriamente sulle corsie esterne. Il Venezia ha invece deciso di schermare la manovra mantenendo un baricentro medio-alto, ma comunque concedendo il primissimo giro palla.

IMMAGINE 1 - Il Venezia spesso ha schermato centralmente la prima costruzione del Bologna, orientando il gioco sulle fasce laterali
IMMAGINE 2 - Forte densità centrale del Venezia, con oscuramento dei centrocampisti del Bologna

Un interessante atteggiamento dei ragazzi di Zanetti lo possiamo notare nell'immagine 3: quando il Bologna si è trovato in situazioni di “palla coperta”, quindi con il corpo non orientato verso la porta avversaria, il Venezia ha alzato forte la pressione, andando quasi uomo contro uomo per poi occupare i sostegni e gli appoggi ai giocatori rossoblù. Questo sta a significare un atteggiamento non rinunciatario della squadra veneta, che sa attivare un pressing forte in determinate situazioni di gioco. 

IMMAGINE 3 - Con situazione di “palla coperta” il Venezia ha optato per una pressione forte, andando uomo contro uomo per togliere spazio e tempo ai giocatori del Bologna

Il Bologna, come da diktat di Sinisa Mihajlovic ha pressato e indirizzato il gioco avversario in modo diverso, meno attendista e con l'obiettivo di recuperare subito il pallone. Questo atteggiamento ha permesso ai rossoblù di recuperare spesso la sfera e soprattutto di neutralizzare le trame di gioco della squadra veneta, che sicuramente non eccelle in qualità nel giro palla sotto pressione. Il Bologna attacca uomo contro uomo, andando in costante pressione sugli interpreti avversari (immagine 4)

IMMAGINE 4 - Pressione di stampo rossoblù: uomo contro uomo a tutto campo, si toglie tempo e spazio agli avversari

 

SECONDO TEMPO: GOL SFORTUNATO, MA POSIZIONAMENTI ERRATI

La ripresa si è aperta sempre guidata da una parola: equilibrio. Nessuna delle due squadre è riuscita a sbloccare il risultato. Il Bologna è stato più propositivo ma è mancata concretezza. E come spesso succede quando non riesci a segnare, sono gli avversari a punirti. Sul primo vero e proprio errore di posizionamento del Bologna, il Venezia ha timbrato il gol del definitivo 0-1, che gli ha permesso di portare a casa 3 punti fondamentali per la corsa alla salvezza.

IMMAGINE 5 - Primo errore di distanze: i difensori rossoblù non accorciano sulla pressione dei compagni e lasciano uno spazio pericoloso alle spalle del centrocampo

Già nell'immagine 5 (sopra) vediamo come il Bologna sia distratto da un punto di vista di posizioni e distanze in campo. Il Venezia ha mosso palla e i padroni di casa, come solito, hanno pressato con tanti uomini, andando sempre uomo contro uomo lato palla. Ma c'era un problema: la difesa si è ‘addormentata’ e non sale. Questo ha creato un cortocircuito, nonchè uno spazio troppo ampio alle spalle della linea di centrocampo rossoblù. Si è formata dunque una zona di rifinitura in cui il Venezia è andato subito a giocare con un pallone alto, saltando le due linee di pressing dei felsinei.

IMMAGINE 6 - Troppo spazio lasciato tra le linee, il Venezia lo sfrutta al meglio e va a fare il gol del vantaggio

Come vediamo nell'immagine 6 c'è stato l'errore evidentissimo dei 3 difensori del Bologna, che sono rimasti troppo bassi, senza aver accorciato e tolto spazio tra le linee agli ospiti. Imbeccati in quella zona, i giocatori del Venezia hanno potuto ricevere con tanto spazio e tempo, andando ad attaccare in 3 contro 3. Chiaramente il resto della squadra ha dovuto correre all'indietro ma si è trovata incolpevolmente in ritardo. Nel prosieguo dell'azione, è arrivato poi il gol di Okereke, che ha sfrutta un rimpallo fortunoso, per poi battere Skorupski. L'errore grave è stato proprio nelle distanze tra i reparti che il Bologna non ha saputo mantenere. Quando lasci troppo spazio tra le linee crei sempre i presupposti per subire sortite avversarie pericolose.

Poco altro c'è stato da rilevare a livello tattico. La partita è proseguita con fiammate personali dei rossoblù che hanno provato a pareggiare. Ottima è stata la partita difensiva del Venezia, che si è difesa con grande ordine e concentrazione per tutti i 90'. Sul finale Bologna totalmente orientato all'attacco, che ha anche rischiato di subire, in contropiede, un'altra rete.

Sconfitta particolarmente fastidiosa per come è maturata, pagata inoltre a caro prezzo per un solo errore di posizionamento situazionale dei rossoblù. Dispiace molto non essere riusciti a prolungare la striscia positiva di vittorie iniziata col Cagliari e poi proseguita nella sempre difficile trasferta di Genova, contro la Sampdoria. 


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