PRIMO QUARTO

E’ un primo quarto veramente combattuto quello della Segafredo Arena: le due squadre si mostrano fin dal primo minuti molto aggressive, vogliose di recuperare la sfera in difesa e di incidere in fase offensiva. La Virtus parte col motore a diesel in attacco, sbaglia qualche tiro facile e, dei 10 punti segnati nei primi sette minuti, 6 li riceve dalle mani fatate di Belinelli; a rimbalzo i bianconeri hanno un problema, che prosegue per tutto il parziale e l’Olimpia cattura tante palle vaganti, sia nella propria metà campo che in quella presidiata dai felsinei. Il punteggio di fine frazione dice 15-17, in seguito ad un viaggio in lunetta prolifico per i meneghini del capitano Datome, la Segafredo costruisce gioco, prova ad affidarsi al post basso dei suoi, ma sbaglia tanto al tiro, soprattutto dalla media distanza. 

SECONDO QUARTO

Il secondo quarto ha un’impronta totalmente diversa rispetto a quello precedente: le vu nere controllano il parziale fino a due minuti dall’intervallo lungo e riescono, in svariate occasioni, a toccare il +9, massimo vantaggio per una delle due compagini nel match. La squadra di coach Scariolo stringe le maglie della propria difesa, protegge meglio il ferro e raccoglie più rimbalzi, senza concedere extra-possessi a Milano, in occasione dei tanti errori al tiro da parte dei giocatori meneghini, su tutti Baron, Melli e Voigtmann. Negli ultimi due minuti della frazione, l’Olimpia recupera sette punti, arriva fino al -2, la Segafredo rallenta nuovamente il gioco (come ad inizio quarto), conquista un viaggio in lunetta importante con Hackett, precedentemente autore di un grande canestro in fade-away e va negli spogliatoi sul +5 (34-29).

TERZO QUARTO

Dopo l’intervallo lungo, le squadre rientrano in campo con la stessa faccia, ma le cose si mettono peggio per Milano: la Virtus sembra averne di più a livello fisico e pare più sicura del suo gioco, mentre l’Olimpia prova a restare attaccata ai suoi profili individuali e alle loro giocate, ma questo non può bastare contro il collettivo bianconero. Teodosic inventa passaggi per i suoi compagni, Mickey colpisce col suo classico piazzato dalla media distanza, Hackett asfissia Napier e non perdona in fase offensiva, Shengelia recupera qualche pallone, difende forte e si conferma uno dei pilastri dei suoi anche a livello di produzione offensiva e le vu nere riescono a chiudere la terza frazione a +10, sul punteggio di 52-42.

QUARTO QUARTO

Milano deve recuperare un -12, che, ad inizio quarto quarto, la vu nera è riuscita a mettere insieme e per farlo prova a rifugiarsi nel tiro da oltre l’arco, senza, però, essere premiata: Shields, infatti, è l’unico a punire i padroni di casa da oltre i sei metri e settantacinque, mentre Napier, Melli, Voigtmann e lo stesso numero 31 in svariate occasioni sono imprecisi e trovano solo i ferri della Segafredo Arena. La Segafredo, dopo un buon inizio di parziale, si ferma in attacco e coach Scariolo è costretto a richiedere il timeout, dopo il quale rientra in campo il quintetto titolare: le azioni successive raccontano di una tripla di Hackett, una penetrazione importante di Teodosic ed un’inchiodata al ferro di Mickey per una vu nera che torna a +12 sul 65-53. La Segafredo vince, in seguito ad un ultimo parziale di gestione del vantaggio e concretezza: il punteggio finale dice 69-61.

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