Editoriale - La Virtus che va, la Fortitudo che non va

Il campionato è iniziato in maniera diametralmente opposta per le due bolognesi

Scritto da Dario Ronzulli  | 
Alessandro Pajola (Foto Matteo Marchi - Virtus Segafredo Bologna)

Sono passate solo due giornate dall'inizio del campionato ma i segnali arrivati da Virtus e Fortitudo sono già molto nitidi e diametralmente opposti.

La Segafredo è ancora imbattuta in stagione, considerando anche le 3 vittorie in Supercoppa. Ha vinto largamente a Trento e ancora più largamente si è sbarazzata di Varese. L'attacco gira alla perfezione e la difesa, che nell'esordio trentino aveva concesso qualcosa di troppo, ieri è stata un muro invalicabile. I Campioni d'Italia stanno giocando con grande convinzione e sicurezza di sé, probabilmente anche perché la conquista dello scudetto ha tolto al gruppo (almeno di chi c'era l'anno scorso) il pensiero del non aver ottenuto neanche un trofeo e dunque liberato la mente. I nuovi, dal canto loro, stanno già lasciando più o meno il segno specie se pensiamo all'impatto che ha avuto Kevin Hervey, mostruoso in questi primi vagiti di stagione. Domenica a Venezia ci sarà un test, non ce ne vogliano Trento e Varese, più probante al cospetto di una squadra contro cui la Virtus ha sempre dovuto battagliare: interessante sarà vedere se i bianconeri riusciranno a ripetere il tipo di partita così efficace sui due lati del campo. Poi c'è un altro aspetto da valutare nelle prossime settimane: nelle rotazioni virtussine devono ancora entrare Nico Mannion (occhio alla gara con il Bursa il 20 in Eurocup perché potrebbe essere quella giusta per vedere il Red Mamba in campo), JaKarr Sampson e l'ultimo arrivato che quasi certamente, salvo complicazioni nelle prossime ore, sarà Isaia Cordinier. L'innesto di tre giocatori costringerà Scariolo e il suo staff a modificare, anche solo parzialmente, quanto visto fin qui ma di sicuro sarà più semplice lavorare con il vento delle vittorie in poppa.

Completamente diverso il discorso per la Fortitudo. Il cambio di allenatore, forzato dalle dimissioni di Repesa, non può incidere sulle sorti della squadra se la stessa si presenta in campo con zero voglia e zero passione come accaduto contro Cremona. A fine gara Martino è stato chiaro: bisogna trovare l'equilibrio e va inserito qualcosa per cercarlo altrimenti è tutto complesso. Tradotto, bisogna intervenire sul mercato e in fretta perché la Kigili ha urgente bisogno di un play solido, possibilmente realizzatore, e di un lungo che sappia muoversi in campo. Il neo sponsor turco ha portato un po' di linfa nelle casse e certamente potrà tornare utile ma, se da un lato c'è l'urgenza tecnica di andare sul mercato, dall'altro non si può prendere tanto per prendere rischiando di buttare i soldi arrivati dalla finestra. Non è facile muoversi con queste condizioni ma l'immobilismo sarebbe una soluzione perfino peggiore, specie perché la spirale negativa in cui entrata la F rischia di diventare avvinghiante. Tuttavia, nell'attesa che arrivi qualche faccia nuova, chi c'è è bene che si dia una mossa e in campo ci metta il cuore come ha fatto e bene con Reggio. Una settimana fa, non un anno fa.


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