Lukasz Skorupski, portiere del Bologna, ha concesso una lunga intervista sull'edizione odierna della Gazzetta dello Sport, nella quale ha parlato del momento dei rossoblù, di Thiago Motta e anche di Mihajlovic. Ecco le sue dichiarazioni.

Sul rapporto con Mihajlovic: “Con Mihajlovic siamo tutti fratelli. Tutti noi che abbiamo vissuto il suo difficile percorso, sentiamo il rapporto che c'è stato e sempre ci sarà. Abbiamo sofferto con lui, da lontano e da vicino. Sono stati anni diversi da tutto, da sempre. Una cosa mi è dispiaciuta: non ci siamo salutati, spero possa capitare presto”. 

Sul rapporto con Thiago Motta: “Stiamo lavorando forte, più di prima: mi piace. Questa squadra è piena di talento ma senza lavoro col talento ci fai poco. Quando le cose non vanno bisogna lavorare il doppio. Mi è piaciuta molto la prima cosa che ha detto a tutti noi: ‘Voi fate quello che vi dico io e se sbagliate sarò sempre io il responsabile, davanti a voi e alla stampa’. È un discorso che mi ha rasserenato. Lui è stato un grande campione e sa come ci si rapporta ai giocatori: si lavora ma poi interagisce con noi, scherza, non è permaloso”.

Sulla sua permanenza di 5 anni a Bologna: “È il periodo calcistico più importante della mia carriera. E qui credo di essere migliorato in tante cose, in porta, nelle uscite, come persona, in questo ambiente mi trovo bene con tutti. Migliorato con i piedi? Direi di sì, poi se mi si chiede se mi piace la costruzione dal basso le dico che piacevole o no io faccio quel che dice l'allenatore. Non sono un fenomeno, ho difetti perché sennò sarei Ter Stegen e al Barcelona, ma per me è sempre parare la cosa più importante”.

Sulle critiche: “A me interessa il giudizio del tecnico. Se dovessi stare dietro a tutte le critiche dei social, uscirei di testa. Il problema è che fai 3 partite alla grande e basta una ca… per essere definito scarso. Solita storia”.

Sui gol presi e sull'atteggiamento del Bologna: “A me i clean sheet piacciono tanto. L'anno scorso dicevamo di volerne raggiungere 8, ricordo che ero sotto la doccia e uno da lontano disse ‘Ne faremo dieci’. Siamo arrivati a 13. Per ora solo in Coppa Italia non abbiamo preso gol e questo mi fa rosicare. Non siamo gli stessi dopo i gol fatti, come se avessimo paura di ripetere ciò che di buono ci ha portati a segnare. Bisogna difendere come leoni e diventare amici noi e i ragazzi nuovi: perché per gli amici si mette la testa dove gli altri mettono il piede. Parlo di Medel? Lui ha mentalità”.

Sulla Juve: “È sempre la Juve anche se non vive un momento magico. Ha difetti e noi cercheremo di sfruttarli e di vincere: se giochi a calcio e non cerchi di vincere allora vai a fare altro”.

Sui nuovi e lo spogliatoio: “Posch: uno tosto. E Zirkzee: si vede che ha qualità profonde. L'anno scorso parlavamo italiano; quest'anno si parla prima olandese, tedesco, inglese e poi italiano”.

 

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