Skorupski: "Con Thiago Motta stiamo lavorando più forte. Le critiche? Basta una ca... per essere definito scarso"

Il portiere rossoblù ha parlato in una lunga intervista per l'edizione odierna della "Gazzetta dello Sport"

Scritto da Enrico Traini  | 
Lukasz Skorupski (ph. bolognafc.it)

Lukasz Skorupski, portiere del Bologna, ha concesso una lunga intervista sull'edizione odierna della Gazzetta dello Sport, nella quale ha parlato del momento dei rossoblù, di Thiago Motta e anche di Mihajlovic. Ecco le sue dichiarazioni.

Sul rapporto con Mihajlovic: “Con Mihajlovic siamo tutti fratelli. Tutti noi che abbiamo vissuto il suo difficile percorso, sentiamo il rapporto che c'è stato e sempre ci sarà. Abbiamo sofferto con lui, da lontano e da vicino. Sono stati anni diversi da tutto, da sempre. Una cosa mi è dispiaciuta: non ci siamo salutati, spero possa capitare presto”. 

Sul rapporto con Thiago Motta: “Stiamo lavorando forte, più di prima: mi piace. Questa squadra è piena di talento ma senza lavoro col talento ci fai poco. Quando le cose non vanno bisogna lavorare il doppio. Mi è piaciuta molto la prima cosa che ha detto a tutti noi: ‘Voi fate quello che vi dico io e se sbagliate sarò sempre io il responsabile, davanti a voi e alla stampa’. È un discorso che mi ha rasserenato. Lui è stato un grande campione e sa come ci si rapporta ai giocatori: si lavora ma poi interagisce con noi, scherza, non è permaloso”.

Sulla sua permanenza di 5 anni a Bologna: “È il periodo calcistico più importante della mia carriera. E qui credo di essere migliorato in tante cose, in porta, nelle uscite, come persona, in questo ambiente mi trovo bene con tutti. Migliorato con i piedi? Direi di sì, poi se mi si chiede se mi piace la costruzione dal basso le dico che piacevole o no io faccio quel che dice l'allenatore. Non sono un fenomeno, ho difetti perché sennò sarei Ter Stegen e al Barcelona, ma per me è sempre parare la cosa più importante”.

Sulle critiche: “A me interessa il giudizio del tecnico. Se dovessi stare dietro a tutte le critiche dei social, uscirei di testa. Il problema è che fai 3 partite alla grande e basta una ca… per essere definito scarso. Solita storia”.

Sui gol presi e sull'atteggiamento del Bologna: “A me i clean sheet piacciono tanto. L'anno scorso dicevamo di volerne raggiungere 8, ricordo che ero sotto la doccia e uno da lontano disse ‘Ne faremo dieci’. Siamo arrivati a 13. Per ora solo in Coppa Italia non abbiamo preso gol e questo mi fa rosicare. Non siamo gli stessi dopo i gol fatti, come se avessimo paura di ripetere ciò che di buono ci ha portati a segnare. Bisogna difendere come leoni e diventare amici noi e i ragazzi nuovi: perché per gli amici si mette la testa dove gli altri mettono il piede. Parlo di Medel? Lui ha mentalità”.

Sulla Juve: “È sempre la Juve anche se non vive un momento magico. Ha difetti e noi cercheremo di sfruttarli e di vincere: se giochi a calcio e non cerchi di vincere allora vai a fare altro”.

Sui nuovi e lo spogliatoio: “Posch: uno tosto. E Zirkzee: si vede che ha qualità profonde. L'anno scorso parlavamo italiano; quest'anno si parla prima olandese, tedesco, inglese e poi italiano”.

 

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