Con il peso sul groppone di far parte di quel gruppo di ragazzi croati degli anni Novanta e la figura di Modric in testa, da ente supremo, Nikola Moro si è raccontato ai colleghi del Resto del Carlino parlando della sua prima esperienza nel campionato italiano: “Tutti mi hanno aiutato qui, sono stati tutti molto carini con me. Se proprio devo dirne uno, forse Marko Arnautovic: parla la mia stessa lingua. Non sono il tipo di ragazzo che vuole cambiare di continuo. Preferisco restare nello stesso posto. Bologna è perfetta, la vita è bella, il clima pure: ci sto bene. Io ora sono qui, sono soddisfatto, ma non so cosa succederà: Bologna e Dinamo Mosca stanno parlando, il mio agente ci sta lavorando. Finché la questione non sarà risolta non voglio pensarci: voglio evitare distrazioni. Sarei felice di rimanere, sarebbe un’ottima soluzione per me. Mancano due gare, Napoli e Lecce, non gare facili. Domenica arrivano gli azzurri già campioni d’Italia: giocheranno senza pressioni. Dobbiamo lavorare duro, poi tireremo le somme e vedremo se eravamo pronti o no per l’Europa. Vogliamo e possiamo vincere queste due gare, anche perché è l’unico modo per recuperare una posizione. Ma non dipenderà solo da noi. Il mio assist stagionale preferito è quello di Udine per Sansone. E’ stato un bel passaggio, tra tanti giocatori. Non se l’aspettava nessuno, nemmeno il cameraman. Thiago Motta è molto esigente, sa cosa vuole dalla sua squadra, ha idee precise e sa trasmettercele. Credo sia un ottimo coach perché sa tirare fuori il meglio dai giocatori e tutti stiamo migliorando. A me chiede di giocare semplice, non devo perdere la palla. E ovviamente mi chiede di battermi e difendere. Penso che Motta sia pronto per un top club, ha fatto un ottimo lavoro con lo Spezia e lo sta facendo anche qui. Ho letto qualcosa su queste voci, ma non so nulla. Il prossimo obiettivo è vestire la maglia della nazionale: per noi croati quella maglia è un sentimento forte. Lì ci sono tanti top players. Io voglio giocare bene nel Bologna per arrivare a meritarmi quella maglia”.
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