Ecco le riflessioni di Valerio Bianchini sul derby: “Rispetto al passato con le due squadre ai vertici, c’è una Vu che si prepara a grandi cose e una Effe che cerca se stessa. Ma tante volte i derby sorridono alla meno quotata, io ne ho vinti molti da sfavorito. In questo campionato senza pubblico sono tante le sconfitte di chi gioca in casa, Virtus in testa. Anche per questo il risultato è aperto, ma senza la gente di Bologna è un derby impoverito. Resta più di una partita normale, ma manca la leggenda, la storia, la passione. È un derby specchio di una stagione piatta dominata da Milano: la Virtus non solo può, ma deve, provare a contendere il titolo all’Armani per salvare il campionato. Uomini decisivi? Belinelli e Aradori. Ma se per la Vu possono deciderla i singoli, nella Effe conta la risposta di squadra. La sospensione degli stipendi in Fortitudo è un segno di debolezza, l’ammissione di non esser riusciti a creare uno spirito di gruppo. Il caso Djordjevic inevitabilmente lascia il segno però pare che l’inciampo societario sia stato superato da una squadra con grande autonomia”.
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