Nicolas Viola: “Mi sono allenato con un personal trainer, ho cercato di fare il più possibile. Sono dunque ancora lontano dalla forma migliore. Bologna per me non rappresenta un luogo di arrivo, ma di partenza. Questa è l’occasione della mia carriera. Ho accettato subito, appena è arrivata la chiamata. Ho rifiutato, invece, altre proposte sia dall’Italia, che dall’estero. Essere svincolato è stato un percorso difficile, bensì pure di crescita. Ho sempre creduto nelle mie qualità. Mihajlovic è molto diretto; amo questo tipo di rapporto tra allenatore e calciatore. Sono a disposizione del mister per ricoprire qualsiasi ruolo. In passato ho giocato sia da regista, che da mezzala. Per imparare a perfezionare i calci piazzati sono nel posto giusto. L’accordo con il club rossoblù è di un anno con opzione per un’altra stagione al verificarsi di determinate condizioni. Il Bologna è una società sana, il gruppo è molto solido. Non vedo l’ora di ripagare la fiducia. Mi mancano 7 esami e mi laureo. Ho scelto il 14 poiché rappresenta grandi calciatori del passato, e inoltre è stato il numero che avevo a Benevento il primo anno di Serie A. Il gol di tacco al Dall’Ara dello scorso febbraio? Bello e significativo per me, perché non stavo attraversando un periodo positivo. Ho ritrovato la fiducia che mi mancava”.
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