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Calcio

Bologna, il finale con l’Inter, l’acclamazione di tecnico e calciatori sotto la curva ed il futuro di Italiano

Il Bologna chiude la stagione con l’Inter: tecnico e calciatori sono stati acclamati sotto la curva, quale futuro per Vincenzo Italiano

La conclusione del campionato di Bologna e Inter s’infrange sul pari finale, un classico di fine stagione già assaporato da queste parti in quell’ultima uscita contro la Juventus datata 20 maggio 2024, quando sulla panchina dei felsinei sedeva Thiago Motta.

Corsi e ricorsi anche indigesti e analogo destino che s’incrocia contro una BIG del campionato, con cui il sangue scorre ‘velenosa-mente’, sportivamente parlando. Allora la Juventus, oggi l’Inter, analogamente, tre a tre dopo che i rossoblù si erano portati abbondantemente in vantaggio in entrambe le gare.

Percorrendo l’attuale fiera del gol di fine campionato – condito da un prepartita festante con i giocatori di casa in campo con i propri figlioli – i rossoblù si sono rocambolescamente portati sul 3-1 post perla di Dimarco su calcio di punizione. Skorupski poteva fare meglio? Mera quisquilia che lascia il tempo che trova.

Bologna-Inter 3-3: finale pirotecnico

L’andamento è questo: rete d’autore di Bernardeschi servito con il tacco dall’avversario de Vrij, raddoppio di Pobega su deviazione di Lautaro Martinez e autogol di Zielinski fanno pensare al fato adagiato sul manto del “Renato Dall’Ara” e con la benedizione di San Luca a vigilare sulla città petroniana.

Tutto questo appare pure irreale per come girano queste partite di fine stagione, con l’Inter di Cristian Chivu già scudettato e con la Coppa Italia già alzata a scapito della mesta Lazio di Maurizio Sarri, e con il Bologna già consolidato all’ottavo posto dopo una stagione piena di insidie e declinata in 56 duri incontri fra campionato, Coppa UEFA e Supercoppa Italiana.

Il tecnico nerazzurro peraltro rinuncia ai Nazionali impegnati al Mondiale (bontà sua), tuttavia quelli scesi in campo non sono certo gregari da quattro soldi (vedasi Diouf, il migliore in campo), mentre Italiano schiera forse la migliore formazione del momento giacché chiudere la stagione nel miglior modo possibile era un obiettivo aldilà della valenza zero in classifica comunque cristallizzata con 56 punti a soli tre punti dalla settima posizione occupata dall’Atalanta.

Italiano ed i calciatori acclamati sotto la curva

Italiano ed i calciatori acclamati sotto la curva (Ansa Foto) – BolognaSportnews

Al di là del commiato finale attorno al campo con i giocatori acclamati in ogni dove e con un raggiante Italiano a salutare sotto la curva dedicata a Giacomo Bulgarelli – anche con un pizzico di emozione nonostante l’amarezza per qualche fischio di troppo sentito post Cagliari – resta nei fatti il trittico finale proposto in questo finale di stagione che ha fatto sì che si cambiasse prospettiva su questa squadra rimasta fuori dalle competizioni europee: infradito bandito a Napoli e Bergamo e anche contro l’Inter dove si è visto – al di là delle premesse circostanziali – una bella ed avvincente partita.

D’altronde è ciò che vuole il pubblico che paga il biglietto, essere coinvolto in un puro ed avvincente divertimento, anche emozionale, poi sfociato in un abbraccio accorato e totalitario. Parte del pubblico, si sa, è camaleontico e pronto a cambiar quel benedetto umore sviscerato. Basta davvero poco per scaturire un genuino applauso, come cantavano un tempo i Camaleonti: “Applausi di gente intorno a me. Applausi, oceano di mani” … canta ancora, canta ancora…”.

Bologna, quale futuro per Italiano?

Il finale è nelle parole di Vincenzo Italiano, stanco ma sollevato, ma soprattutto soddisfatto per il “trittico finale” ha dimostrato che la sua squadra non ha mollato nonostante le traversie incontrate in stagione. Si pregia il mister anticipato nel ritiro a Valles, che sarebbe stata una stagione piena di incognite e lo si è visto anche attraverso quel percorso negativo interno a favore delle squadre di bassa classifica, con tutto rispetto.

Il valzer degli allenatori – afferma lo stesso Vince da Ribeira – è il classico degli argomenti di fine stagione e purtroppo – aggiungo io – lui stesso si trova in mezzo al mercato delle panchine nonostante le sue parole siano tese a fornire un assist alla società che dovrà ora rispondere coi fatti: cessioni centellinate e acquisti mirati a fare un campionato all’altezza delle aspettative, più volte sottolineato dallo stesso allenatore.

Poiché – afferma Italiano – “dopo due stagioni bisognerà proporre al pubblico qualcosa di diverso”. Fate vobis. Tradotto fare il ‘parafulmine’ non è nel DNA di Italiano e la voglia di dimostrare il suo valore tecnico (al netto dello staff) è tanta.

Poi, aggiungo io, bisogna vedere se al buon Vince sia arrivata o meno l’offerta della vita che ti tenta (come avvenne l’anno scorso con il Milan) e che vale la pena argomentare all’incontro previsto a ore con proprietà e vertici societari. In pratica, al di là del contratto in essere che lega Italiano al Club felsineo per un’altra stagione, il futuro delle parti è ancora tutto da decifrare. Attendiamo la fumata, bianco o nera che sia.

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