A Marassi Bologna di grande spessore. Sul podio Schouten, Orsolini e Barrow

La vittoria in rimonta contro la Sampdoria ha mostrato un Bologna solido e di spessore. I migliori Schouten, Orsolini e Barrow

Scritto da Furio Zara  | 

Jerdy Schouten in azione contro la Sampdoria (ph. bolgnafc.it)

Siamo sempre lì: non contano le volte che cadi, ma quelle che ti rialzi. Per questo dal nostro modesto punto di vista l'aspetto più significativo della vittoria di Marassi è stata la reazione allo schiaffo preso a freddo, pim-pum e manco te ne sei accorto. Non è la prima volta che succede in questo campionato. Era già capitato con il Cagliari: sotto 0-1, pari agguantato, illusione, ancora sotto 1-2, infine 3-2 per i rossoblù. Conta la tenuta mentale, certo. Conta la condizione fisica, certo. Conta anche (soprattutto) l’autostima che si ha. La fiducia in se stessi. Quella sicurezza che troviamo - inaspettatamente - nelle pieghe della paura o dello scoramento e che ci dà «struttura» nei momenti più complicati. Va detto: il Bologna a Marassi ha giocato una partita di grande spessore. Non ha mai perso la testa e nemmeno il filo del discorso. Rischiava di veder scivolare via la gara, invece l'ha sempre tenuta in pugno, come se il gol di Thorsby non fosse una sentenza (non lo era) ma solo un impiccio, da levarsi di torno il prima possibile. Così fanno le squadre solide. Vanno oltre i loro limiti. La speranza è che - per il Bologna - la domenica di Genova rappresenti un piccolo bivio. Per noi, sul podio ci sono Orsolini, che se solo fosse più freddo sottoporta andrebbe tranquillamente in doppia cifra; Schouten - per la personalità che sta maturando in queste ultime settimane - e Barrow, perché si era perso e (forse) si sta ritrovando. Terzultima cosa: con il Benevento, il Bologna è l'unica squadra di A a non aver ancora pareggiato: va bene così, non c’è l’obbligo del pari e patta; questo è un campionato - anzi un «Tampionato» - anomalo, che sfugge ad ogni regola. E’ anche - questa insofferenza ai pareggi - un’inversione di tendenza rispetto all'anno scorso, quando i rossoblù furono la 4ª squadra a collezionare più X (ben 11 alla fine) dopo Verona e Fiorentina (13 a testa) e Cagliari (12). Penultima cosa: si è rivisto per una decina di minuti Medel, a conferma che Mihajlovic sta rimettendo insieme i pezzi del puzzle. Sarà utile anche lui, quando lì in mezzo ci sarà da alzare la voce e sparare due colpi per aria per riportare la calma, come nei saloon del Far West. Ultima cosa: domenica al Dall’Ara arriva il Crotone. Occasione ghiottissima. La squadra di Stroppa non ha ancora vinto una sola partita. A differenza delle altre due neopromosse (Benevento e Spezia) fin qui è parsa - oggettivamente - inadeguata per la categoria. Ripetiamo: occasione da cogliere al volo per fare un balzo in avanti e mettersi al riparo quando soffieranno i venti freddi di dicembre. Ultimissima cosa dopo l’ultima cosa: quello del Crotone - con sole 6 reti all'attivo - è il peggior attacco della Serie A. Che sia la volta buona per mantenere la porta inviolata dopo l'imbarazzante striscia di 41 partite in A subendo almeno un gol?


💬 Commenti