Inizio scoppiettante quello di Jens Odgaard con la maglia del Bologna. Due gol in appena due presenze, entrambe da subentrato. L’attaccante in arrivo dall’Az Alkmaar (così comei compagni Beukema e Karlsson) è attualmente l’attaccante più prolifico della Serie A se si considerano i gol fatti per minuti giocati. L’attaccante non ha fretta di giocare, tanto i gol arrivano comunque e intanto Motta può solo che sorridere.
Di seguito l’intervista di Jens Odgaard ai colleghi della Repubblica.
Sono troppo giovane per averlo visto giocare. Quando lui ha smesso io avevo sì e no cinque anni.
Qui ho trovato un ambiente bellissimo e anche alcuni amici, come Beukema, mio ex compagno all’Az, in Olanda e ora mio compagno di stanza. A Sassuolo avevo avuto il primo infortunio serio della carriera. Ora sono qui in prestito, ma è come se mi sentissi già parte del gruppo. Sto studiando anche l’italiano per integrarmi in fretta.
Ho iniziato molto giovane. Per fortuna i miei giocatori non mi hanno mai ostacolato, anzi, il contrario. A 16 anni ero già nel Lyngby, con cui ho ottenuto la promozione in Serie A e poi un terzo posto incredibile. Siamo stati la favola del campionato.
Non sono un tipo da feste. Sono molto concentrato su quello che devo fare in campo e fuori, per mantenere la forma. Motta non mi ha detto nulla a dire la verità dopo i gol, ma è giusto così. E’ il suo modo di restare concentrato sulla prossima partita. Non ci fa stare sugli allori, ma nemmeno pensiamo troppo al futuro. Partita per partita, né più né meno.
Motta è un allenatore acutissimo nel leggere le situazioni tattiche, ma la sua dote principale credo sia il sapersi mettere nei panni dei giocatori. E ha un carisma innato che ci fa scendere in campo con la voglia di giocare, anziché con la paura di perdere. Entriamo in campo con l’adrenalina, questa energia è importantissima.
Sinceramente no. Europa per noi è la partita con il Verona stasera.
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