Poco meno di sei anni fa ha rischiato di morire, ora trascina il Messico agli ottavi di finale del Mondiale. La rivincita di Raúl Jiménez
Il mondo dello sport regala spesso storie da raccontare, anche perché nella bilancia del successo gravano sempre fato e tenacia, due fattori che hanno cambiato in maniera incontrovertibile la vita di Raúl Jiménez. Il terribile infortunio di circa sei anni fa e la sorprendente rinascita fino a un Mondiale da protagonista, anche grazie a un terzo fattore: il miracolo.
La bellissima rinascita del bomber messicano
Riavvolgiamo il nastro e torniamo al 29 novembre 2020. Data in cui in un Emirates Stadium vuoto a causa delle restrizioni imposte dalla pandemia per Covid-19, l’Arsenal ospita il Wolverhampton, club in cui milita il bomber messicano. Tuttavia la sua partita dura pochi minuti, prima di trasformarsi in un incubo.

Sugli sviluppi di un calcio d’angolo infatti l’attaccante si scontra fortuitamente con David Luiz e cade a terra privo di sensi. Match interrotto per diversi minuti e corsa contro il tempo per il trasporto in ospedale, poi la diagnosi che non fa presagire niente di buono: frattura al cranio, per il quale è necessario un intervento chirurgico d’urgenza. Lo stesso fortunatamente riesce alla perfezione e il classe 1991 ammette: “I medici mi hanno detto che era un miracolo essere ancora vivo. Il cranio si è fratturato, l’osso si è rotto e c’è stata una piccola emorragia cerebrale. Questo spingeva il cervello verso l’interno, motivo per cui l’intervento chirurgico doveva essere rapido”.
Un’esperienza pre-morte di cui il calciatore non ricorda nulla, ma da cui ha preso spunto per rialzarsi e tornare a fare ciò che ama di più: giocare a calcio. Più di duemila giorni dopo ha l’occasione di farlo rappresentando il proprio paese: un privilegio e una storia degna di una sceneggiatura di un film candidato agli Oscar.
Raúl Jiménez: un Mondiale da protagonista
Come se non bastasse, sottolineando ancora una volta quella tenacia che lo ha sempre contraddistinto, trascina il Messico nella rassegna iridata realizzando due reti in tre partite. L’ultima delle quali dà la sicurezza ai suoi di avere la meglio sull’Ecuador e viene celebrata dal classe 1991 con una gioia irrefrenabile.
Una rete che chiude così un cerchio e consegna al mondo del calcio un raro esempio di vita, che va ben oltre una semplice partita di calcio. Una storia che sa di rivincita per il diretto interessato, ma al tempo stesso diventa fonte di ispirazione per chi a volte si fa travolgere dalle avversità della vita.





