Le parole di Antonio Cassano sul Bologna nel corso della trasmissione “Viva el Futbol” insieme a Ventola e Daniele Adani
Il Bologna di Italiano continua a volare in classifica e si candida per la terza stagione di fila come una delle pretendenti per la lotta europea. La formazione felsinea ha stupito ancora tutti battendo e dominando il Napoli che arrivava allo stadio Dall’Ara da campione d’Italia e da capolista.
Vincenzo Italiano ha dato coraggio, senso tattico e posizionamento alla sua squadra con un’idea di gioco molto chiara. Di queste grandi doti dell’ex Fiorentina e Bologna ne hanno parlato in maniera molto approfondita sia Adani che Cassano nel corso della trasmissione social “Viva el Futbol”.
L’ex Sampdoria e Milan parte elogiando il grande lavoro di Italiano: “Sono contento per Italiano, ha trasmesso una grande grinta, nonostante fosse ancora convalescente e uscito da pochi giorni dall’ospedale. L’entusiasmo che sta portando ha già superato il quarto posto di Thiago Motta. Poi ci si dimentica di una cosa fondamentale, lui ha giocato il giovedì, mentre il Napoli di martedì, quindi è la prova che tiene la sua squadra sempre in forma”.
Continua Cassano: “Lui da grande squadra ? Il Bologna ora lo è già, come la era la sua Fiorentina. Io non posso pensare che debba essere messo sempre in settima-ottava pagina nei principali quotidiani italiani, mentre Allegri deve sempre stare sempre in copertina mentre fa un calcio di m*rda”.
Italiano poi paragona Italiano ad altri grandi allenatori emergenti: “Italiano è destinato comunque ad andare in grande squadre, lui è sulla scia di De Zerbi, solo che Roberto è più avanti, avendo allenato più all’estero. Io vedo già una serie di squadre che fanno un calcio fantastico come il Marsiglia di De Zerbi o come il Como di Fabregas che ha collezionato contro il Cagliari l’80% del possesso palla. Per me vedere questi allenatori è come andare a Disneyland per un bambino.
Infine anche un elogio alla figura di Sartori: “Faccio grandi complimenti a Italiano e Sartori. Non lo conosco, l’avrò visto due volte ma mi piace tanto una cosa di lui: non è un dirigente che parla tanto e che lecca il culo come Marotta ma è uno che si limita ad andare a vedere le partite e scoprire i giocatori”.
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