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Ex Rossoblù

Calabria: “Italiano è un allenatore forte, un fanatico di calcio”. Poi svela un retroscena

Il laterale ex Milan e Bologna si è raccontato in una lunga intervista. La stessa è stata l’opportunità per parlare di Italiano e svelare un retroscena

La stagione scorsa per il Bologna è stata sicuramente indimenticabile e non soltanto per il successo in Coppa Italia. Tra i protagonisti, seppur si sia aggiunto a percorso iniziato, bisogna segnalare Davide Calabria, il quale è riuscito a ritagliarsi in breve tempo uno spazio nelle rotazioni del tecnico Vincenzo Italiano.

Il laterale, intervistato dalla Rivista Undici, ha ricordato i suoi mesi sotto i Portici, svelando anche il suo rapporto con Vincenzo Italiano e un episodio in particolare. Andiamo a riportare di seguito quanto dichiarato.

Le parole di Calabria su Vincenzo Italiano

Il classe 1996 si esprime così sull’allenatore rossoblù: “È un allenatore forte, un fanatico di calcio. Ne parla ventiquattr’ore su ventiquattro con chiunque. Questa sua ossessione è anche il suo pregio, ha una grande preparazione e ha sempre fatto bene. Si sposa perfettamente con Bologna.”

Le parole di Calabria su Vincenzo Italiano. Bologna Sport News (Photo by Alessandro Sabattini/Getty Images Via OneFootball)

Poi prosegue raccontando una curiosità sulla scelta di non schierarlo dal 1′ contro il Milan: “Ero sicuro di scendere in campo, la prima volta mi chiamò in camera dicendomi che mi avrebbe fatto un favore a non schierarmi subito, che avrei provato troppe emozioni. E non mi ha fatto mai giocare nessuna partita da titolare contro il Milan per questo, sono entrato a partita in corso, ma è diverso”. Una decisione questa che Calabria ha ammesso di aver compreso, sottolienando però:”anche se non l’ho condivisa”.

Le parole di Calabria sull’addio al Milan

Il terzino poi sposta il focus sul suo addio al Milan: “Nella vita tutto finisce, quindi prima o poi sarebbe successo. Certo, ho sempre sperato più poi che prima. Io sono super orgoglioso di aver fatto parte del Milan per così tanti anni, tra giovanili e prima squadra. Da tifoso giocare per il Milan era il mio sogno e ce l’ho fatta, non avrei mai immaginato di diventarne il capitano. Ci sono state delle cose che hanno fatto un po’ male a tutti, nate in una stagione brutta per determinati fattori. Penso di averci rimesso più io, forse ero troppo legato al Milan e certe cose faticavo a mandarle giù. Quei mesi sono stati pesanti. Finché poi il malessere coltivato è uscito ed è stata presa la decisione di separarci. Era diventata una situazione pesante, dovevamo fare qualcosa. Non era minimamente la mia intenzione lasciare il Milan”. 

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