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Bologna, da possibile titolare a riserva: i primi mesi di Vitik

Andiamo a vedere come stanno andando gli acquisti estivi del Bologna di Vincenzo Italiano: i numeri del difensore

Non è stata un estate come tutte le altre per il Bologna. Pochi mesi dopo la storica vittoria della Coppa Italia, i felsinei erano chiamati a una sessione di mercato importante.

Nonostante l’addio di Ndoye e Beukema, tra i principali protagonisti della cavalcata rossoblù, a Bologna sono arrivati un mix di giocatori molto interessanti come Heggem, Rowe e Vitik, tutti nomi che arrivano in Italia come outsider e che potevano essere valorizzati come nomi noti nel passato.

In più c’è stato il ritorno di giocatori con un passato molto importante in Nazionale e Serie A come Immobile e Bernardeschi che rafforzano un reparto che fino allo scorso anno aveva un’età media molto bassa.

Bologna, le difficoltà di Vitik

Tra i giocatori che erano considerati da tutti come un potenziale crack del campionato italiano c’era Vitik. Il difensore ceco è arrivato in Serie A a 22 anni dopo essere stato da giovanissimo il capitano dello Sparta Praga, storico club del suo paese, la Repubblica Ceca.

La qualità che ha sorpreso tutti è la sua grande personalità fin dalla giovanissima età ed era considerato da un pò tutti l’erede di Beukema. Oltre a questo, il giocatore si era presentato bene con il gol allo Stoccarda in amichevole in Germania.

Nonostante ciò, il ceco ha iniziato sempre più a perdere il posto da titolare, sia per problemi fisici che per il ritorno di Lucumì ai livelli del passato e soprattutto l’esplosione di Heggem. Il classe 2003 è ora ritornato dall’infortunio e nella seconda parte di stagione vuole riscattarsi.

Bologna, le difficoltà di Vitik. Bolognasportnews  (Foto di Dan Mullan/Getty Images Via One Football)

Bologna, la frustrazione di Vitik

Poco tempo Vitik aveva parlato della sua attuale situazione: “Con Italiano oggi non sono un titolare e devo avere pazienza” – dice – “Allenatore e club mi stanno dando il tempo necessario per abituarmi, ma c’è da dire che c’è un tecnico che ruota molto le formazioni e questo consente a tutti di trovare spazio”.

Prosegue: “A Bologna ho meno pressioni di quelle che avevo a Praga da capitano dello Sparta e questo è motivo di sollievo. Il punto di forza della squadra è la coesione: in campo siamo organizzati, ognuno sa cosa deve fare e fa quello che gli riesce meglio”.

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