Fanna a BSN: “Verona-Bologna partita interessante. Italiano sta meritando tutto questo” ESCLUSIVA

L’ex esterno e vice allenatore della formazione veronese, che conosce benissimo il tecnico rossoblù, parla della sfida del Bentegodi prevista giovedì pomeriggio.

Meno tre giorni dalla sfida tra il Verona e il Bologna, che per Pierino Fanna potrebbe anche essere definita la “sua” partita. Che abbia scritto un pezzo di storia della società veronese, con la conquista dello storico scudetto con la gestione di Osvaldo Bagnoli, nell’ormai lontano 1985, è una favola che molti hanno visto, letto e quindi ne sono ormai a completa conoscenza.

Quel che non tutti sanno, o forse non ricordano, è che Pierino ha fatto parte, anche se da secondo di Cesare Prandelli, di quel Verona che tra il 1998 e il 2000 vinse prima il campionato di Serie B e successivamente disputò una bellissima stagione in A, con tanto di nono posto finale battendo Lazio e Juventus (le due prime della classe), al Bentegodi.

In quel Verona che visse un biennio straordinario, Vincenzo Italiano rappresentò un punto di forza fondamentale, soprattutto nell’anno in cui venne celebrato il ritorno di una piazza importante nella massima serie, con un ruolo da leader del centrocampo del Verona chiamato a dirigere le operazioni della mediana.

Vincenzo che giovedi si troverà dall’altra parte della barricata, pronto a guidare dalla panchina il suo Bologna, che dalla sfida del Bentegodi vuole riannodare il feeling con la vittoria in campionato, che ormai manca dal 22 Novembre, quando i rossoblù s’imposero contro l’Udinese in Friuli.

Verona-Bologna: le aspettative della vigilia

Fanna, che partita s’aspetta tra Verona-Bologna?

I calciatori del Bologna
Verona-Bologna: le aspettative della vigilia (Ansa Foto) – BolognaSportnews

“Mi aspetto una sfida difficile e complicata per entrambe le squadre, che in base allo loro posizione di classifica hanno chiaramente degli obiettivi diversi. Il Verona deve continuare a credere ad una salvezza che di partita in partita, sta diventando sempre più difficile raggiungerla. Il Bologna è una squadra formata da ottimi calciatori, che ha dimostrato di potersela giocare alla pari con tutti. Direi che sono tutti i presupposti affinché venga fuori una partita interessante”.

Per entrambe, potrebbe già essere importante per il loro campionato?

Direi più per il Verona, visto che si trova in una delicata situazione di classifica. Ciò non toglie come possa essere importante anche per il Bologna, visto che vuole ritornare alla vittoria dopo tanto tempo, che gli servirebbe per rimanere in lotta per una qualificazione europea”.

Ipoteticamente: quanto potrebbe starci un confronto tra il Verona di Bagnoli e il Bologna di Italiano?

“Faccio subito una premessa : non ho mai amato fare termini di paragone. Il “mio” Verona era una squadra che giocava un bellissimo calcio e che conquistò uno storico scudetto nel 1985. Le confesso che però sono un profondo estimatore di Italiano, apprezzandone il tipo di gioco che mette in pratica, fatto di aggressività con alla base dei calciatori che hanno delle qualità individuali importanti”.

Esperienza con Italiano a Verona

Insieme avete vissuto un biennio importante a Verona (1998-2000).

“Vincenzo è stato sicuramente un calciatore importante di quel Verona, scrivendo un pezzo di storia della società durante quel periodo. Ricordo benissimo come Prandelli lo mise al centro del progetto tecnico, facendolo diventare il leader assoluto del centrocampo. Adesso non posso che farle i complimenti per il percorso che sta facendo d’allenatore”.

A proposito: si sarebbe mai aspettato un simile percorso da tecnico?

“Debbo dire che è stato molto bravo. Nel corso degli ultimi anni è sempre andato in crescendo, vincendo i play off in C e B con Trapani e Spezia, centrando la salvezza nella massima serie sempre in Liguria e facendo benissimo sia a Firenze che adesso a Bologna. Auguro a Vincenzo di poter continuare cosi, perché lo merita come persona e uomo.”

Quanto potrebbe starci un termine di paragone con Prandelli e Bagnoli?

“Penso che Italiano abbia imparato tante cose da Cesare, in quel biennio importante vissuto insieme a Verona. Imparando il modo di saper stare in campo, cosa che poi gli è ritornata utile quando ha iniziato la carriera d’allenatore. Con Osvaldo non esiste nessun tipo di confronto, perchè ha fatto parte di un’altra epoca”.

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