Al giro di boa del campionato la Fortitudo importanti lacune in alcuni reparti. Individuato il punto debole, è ora per Caja di guidare i propri atleti verso la vetta.
È ancora presto per fare predizioni, soprattutto in un campionato le cui gerarchie sono ancora da stabilire, ma qualche proiezione futura la si può fare. La Fortitudo non sta rendendo quanto il presidente Stefano Tedeschi si augurava ad inizio stagione e, di questo passo, il sogno della promozione diretta Serie A rischia di svanire. La squadra necessita di migliorare in particolare la propria capacità realizzativa, che fin ora ha lasciato a desiderare specialmente lontano dal PalaDozza.
Il pilastro per coach Caja: le colonne difensive

Fino a questo punto del campionato, passato il giro di boa della stagione 2025/2026, il punto forte delle Aquile che tiene agganciata la Effe alla top 10 è la difesa. Un dato non da poco, in un basket moderno votato principalmente al tiro da tre, per cui o si segna o si cerca di limitare il più possibile l’attacco avversario.
Sotto la guida del coach pavese la Fortitudo ha sempre mostrato le spalle larghe in difesa. Non a caso, i bolognesi possono vantare di essere la seconda miglior difesa del campionato, con una media di punti subiti del 72,2, dietro soltanto a Brindisi (che in campionato è terza, con due vittorie in più della Flats Service).
Guarire i “talloni d’Achille” della Effe e tornare a correre in vetta
Quello della difesa è un dato che però stona con il rendimento offensivo dei biancoblu. Fantinelli e compagni peccano di scarsa qualità nei tiri su azione, specialmente da quello oltre l’arco. Sulle triple la percentuale cala al 32 percento, la più bassa di tutta la lega. Il match di sabato in casa di Verona ne è stato la dimostrazione: una percentuale di tiri dal campo ferma a 31, mentre per i tiri da tre soltanto 2 su 23 sono entrati a canestro. Una media impietosa che crolla al 9 percento.
Una delle tante sconfitte in trasferta che hanno complicato fin qui il percorso della Fortitudo. Le Aquile sono il terzo peggior attacco in trasferta (71,4), e quella di sabato è stata l’ennesima sfida ad essersi inscritta sotto la quota dei 70 punti segnati. A peggiorare il dato ci sono anche due sconfitte che hanno visto un attacco sterile dei bolognesi fermarsi sotto la soglia dei 60 (Cremona 58 e Bergamo 56).
Se la Flats Service vuole inseguire l’obiettivo promozione che il presidente Tedeschi si era proposto a inizio stagione, è necessario che coach Caja inverta questa tendenza. Fantinelli e compagni devono essere più pungenti sotto canestro, soprattutto dalla distanza, e più concreti nelle trasferte. Serve più continuità nel percorso delle Aquile, che fin qui si è mostrato ricco di difficoltà ed infortuni imprevisti.





