Il Bologna contro il Como ritrova punti e gioco: la rivelazione di questa prima parte di campionato, la verità di Italiano sul momento no
Il Bologna a Como ritrova gioco e punti, anzi un punto valido a muovere una classifica ingolfatasi dopo un periodo in cui i risultati non sono stati all’altezza delle aspettative: due punticini a dicembre e due sconfitte consecutive in questo scorcio di gennaio.
Per il gruppo guidato da Italiano ritrovare il gioco era essenziale, non solo per allontanare lo spettro di una crisi annunciata, ma anche per riprendere un percorso sostenibile che potesse coniugarsi con le ambizioni del Club a mantenere un posto in Europa.
Al di là dei voli pindarici, che eviterei a prescindere, la squadra a Como ha dimostrato di essere ancora viva. Difesa attenta dopo l’uscita per infortunio di Lucumi; centrocampo funzionale con il rientro appieno di Freuler (a differenza della copia offuscata vista con la Dea) e attacco adeguato alla causa.
Bologna, Cambiaghi rivelazione della squadra
Sul gol non a caso la determinazione del delantero Castro ha fatto la differenza: palla rubata all’avversario e verticalizzazione per Cambiaghi. L’attaccante si svincola da tre avversari e la mette in rete alle spalle di Butez, il portierone che nel primissimo minuto di gioco gli aveva negato la gioia del gol.
L’attaccante monzese – ritrovato in tutto il suo splendore – diventa l’ago della bilancia del match, nel bene e nel male; è al terzo centro in stagione a cui si aggiungono i 4 assist fin qui realizzati. A girone d’andata concluso, azzardo a dire che Cambiaghi è la vera rivelazione della squadra di Italiano e poco importa se è caduto nella provocazione dell’avversario, Van der Brempt, che l’ha spinto vistosamente da tergo. Dicasi anche provocazione.
Abisso non si accorge del cenno di reazione di Cambiaghi e il diretto avversario simula senza alcun riguardo. Il richiamo del VAR mette l’arbitro difronte ad una verità astratta. L’espulsione di Cambiaghi al 70′ minuto cambia inevitabilmente l’atteggiamento del Bologna, costretto ad arretrare senza però rinunciare a giocare.
Il finale premia i lariani, prima Paz colpisce il palo, poi Baturina s’inventa una perla di rete al minuto 94 permettendo ai lombardi di impattare a soli due minuti dal fischio finale. Forse Sulemana poteva fare meglio limitando l’avversario, ma diamo atto all’avversario per la bella giocata.
Lucumi, serve riflettere sul suo futuro

Piuttosto dico che il Bologna c’è e combatte con noi. Con i ritrovati Cambiaghi e Freuler, con le certezze Zortea e Miranda, Pobega e Castro e con la coppia difensiva Vitik-Heggem. Bravo anche il subentrato Casale, risolutivo in un paio di occasioni. Rowe generoso in copertura fin quanto eccede di protagonismo con un retropassaggio di tacco, incommentabile, al pari dell’ennesimo passaggio distratto di Lucumi prima di uscire per infortunio. Sarebbe opportuno riflettere sul suo futuro sotto le Due torri.
Poi però ti chiedi quali sono i motivi che hanno rallentato la lunga corsa, come se non fosse lecito avere un periodo di flessione. Un rendimento – quello del Bologna – inflazionato da un recupero a rilento di infortunati e con un calendario poco agevole.
In ordine i rossoblù si sono beccati in finale di Supercoppa il miglior Napoli (dà lì i ragazzi vanno in cortocircuito) e in campionato la miglior Inter, la rigenerata Atalanta (bravo Palladino a recuperare una squadra ‘congelata’ da Juric) e la nuova realtà Como, figlia della proprietà più ricca della Seria A che ha speso in sede di mercato oltre 115 milioni, con uno sbilancio considerevole. Tra l’’altro l’esercizio 2024-25 si è chiuso con un rosso di 105 milioni di euro. Fatti loro, ma anche nostri, se consideriamo l’iniquità che comportano questi investimenti.
La verità di Italiano sul momento no
Meglio parlare della corsa dei Felsinei. Finalmente Italiano si è esposto e racconta la verità, la sua, senza girarci troppo attorno. Dopo i “14 risultati utili consecutivi, finale di Supercoppa, primato a Udine ci eravamo imborghesiti”. “Ci eravamo imborghesiti” mettendo nel calderone tutti, lui compreso. Si vince e si perde assieme.
Il trend positivo aveva portato la band dei noialtri a volare alto, troppo alto, tant’è che si è parlato anche di corsa scudetto inducendo il tifoso a sognare. Tutto questo lo avevo già scritto e lo sottolineo: era evidente che le gambe c’erano, ma non c’era la testa, proiettata altrove. E la dimostrazione l’abbiamo avuta proprio a Como dove i rossoblù hanno giocato un ottimo match fin quando tutto si è fermato per una espulsione non corrispondente alla realtà dei fatti.
Bologna, ora il Verona: attenzione a Zanetti
Ora il Bologna punta al Verona per recuperare il turno rinviato per la Supercoppa italiana. Si gioca giovedì e da ciò che si è visto recentemente la squadra di Zanetti non è mai doma, combatte e alterna prestazioni eccellenti (fermate Atalanta e Napoli) a risultati grevi come le sconfitte rotonde con Torino e Milan.
Peraltro, nell’ultima uscita in casa contro la Lazio, il Verona è uscito con una sconfitta di misura per giunta arrivata con un’autorete sfortunata, risultato che peraltro penalizza anche il Bologna in quanto i biancocelesti di Sarri sono avanti in classifica.
Per gli scaligeri registriamo 13 punti in 20 gare, frutto di 2 sole vittorie, 7 pareggi e 10 sconfitte, 15 reti realizzate e 31 subite. La strada per una comoda salvezza si fa sempre più ardua e incontrare sul proprio percorso una squadra in cerca di riscatto come il Bologna non è proprio il massimo dell’aspirazione. Ma Zanetti, sappiamo, contro il Bologna si supera sempre.





